I Moonspell trasformano il proprio immaginario oscuro e teatrale in una vera esperienza cinematografica con Opus Diabolicum: The Orchestral Live Show, un live album che punta tutto sull’impatto evocativo e sull’incontro tra metal e orchestra sinfonica. Registrato il 26 ottobre 2024 alla Meo Arena di Lisbona insieme alla Lisbon Sinfonietta Orchestra diretta da Vasco Pearce de Azevedo, il disco rappresenta una delle produzioni più ambiziose mai affrontate dalla storica formazione portoghese.
Sin dall’apertura affidata all’orchestrale “Tungstennio”, l’atmosfera si fa solenne, oscura e profondamente cinematografica. L’orchestra non viene utilizzata come semplice accompagnamento decorativo, ma diventa parte integrante della narrazione musicale, amplificando quella dimensione gotica ed epica che da sempre caratterizza il sound della band.
Brani come “Em Nome do Medo” e “1755” acquistano un’intensità quasi rituale, mentre “Extinct” e “Finisterra” mostrano una stratificazione sonora imponente ma mai caotica. Il grande classico “Alma Mater” emerge in una veste ancora più maestosa, trasformandosi in una sorta di inno dark sinfonico capace di fondere malinconia, teatralità e orgoglio identitario.
La chiusura con “Full Moon Madness” rappresenta invece un perfetto collegamento con le origini più estreme della band: orchestra e chitarre si rincorrono continuamente, creando un contrasto dinamico tra luce e ombra che riassume perfettamente lo spirito dell’intero progetto.
Fondamentale anche il lavoro svolto in fase di mix da Jaime Gomez Arellano, che evita qualsiasi effetto artificiale o eccessivamente patinato. Il live mantiene infatti una forte componente organica e fisica, lasciando respirare il pubblico, gli strumenti e perfino le piccole imperfezioni che rendono autentica la performance. È proprio questa sincerità interpretativa a fare la differenza: Opus Diabolicum non suona come un semplice esercizio orchestrale, ma come un progetto sentito e vissuto profondamente dalla band.
I MOONSPELL dimostrano ancora una volta la capacità di evolversi senza perdere identità, realizzando un’opera che celebra la teatralità del gothic metal con eleganza, passione e grande impatto emotivo.
Voto: 8/10
Arianna Fisicaro
















