La Spagna, in ambito metal, è conosciuta internazionalmente soprattutto per alcune celebri formazioni power metal melodico, come i Dark Moor e i Mägo De Oz. Tuttavia, come accade in tutti i paesi, anche il metal estremo ribolle sotto la cenere e sebbene non mainstream conta svariate formazioni molto valide. Fiore all’occhiello di questo esempio sono i Galiciani “Bloodhunter”, formazione nata nel 2008 e autrice di un death metal melodico di ispirazione sfacciatamente svedese che tuttavia riesce ad amalgamare nel composto anche altre contaminazioni, ma approfondirò a breve. Il nuovo album sarà intitolato “Sons Of The Abandoned” e verrà rilasciato il prossimo 12 Giugno tramite l’etichetta “ROAR!” (Rock Of Angels Records), una sussidiaria di Reigning Phoenix. Sia loro che l’etichetta madre sanno perfettamente il fatto loro e molto difficilmente fanno entrare nella loro scuderia delle band non all’altezza. Non si corre certamente questo rischio con i Bloodhunter: guidati dalla splendida voce di Diva Satanica (nome reale Rocío Vázquez), sono stati capaci di rilasciare tre album di tutto rispetto, forse non totalmente innovativi ma di sicuro di grande impatto. Anche il nuovo “Sons Of The Abandoned” segue questo sentiero, ma a differenza dei precedenti lavori si dimostra essere ancora più diretto, conciso, coraggioso e (a modo suo) sperimentale. Come anticipato, il genere di riferimento è il melodic death metal promulgato dagli At The Gates in Svezia e perfezionato dagli In Flames, dai Dark Tranquillity e dagli Hypocrisy: riff poderosi e ruvidissimi, un growling/screaming con molta compressione che strizza l’occhio al metalcore ma che resta saldamente piantato nella coerenza death. Per intenderci, risulta particolarmente affine a quello usato dagli In Flames nel loro periodo di transizione (fine anni 90/inizio 2000), quello di Clayman e soprattutto Reroute To Remain. Le influenze e i richiami, tuttavia, non si fermano qui: i Children Of Bodom sono i secondi chiamati all’appello, con le loro accelerate ricche di melodie indimenticabili; successivamente, come non citare i – sempre svedesi, guarda caso – Arch Enemy, che coi Bloodhunter condividono non solo la pesantezza di molti refrain ma anche la presenza di cantanti femminili dal talento ineguagliabile.
Devo ammettere di aver seguito – in precedenza – i Bloodhunter solo sporadicamente, tuttavia ho recentemente sentito molto spesso il nome “Diva Satanica” non solo per la pubblicazione del nuovo album della band, ma anche per la sua collaborazione coi Mortemia, il side project dello (anche lui!) svedese Morten Veland (Sirenia, ex-Tristania). Assieme ad altre due fuoriclasse del metal (Grace Darkling e Rehn Stillnight degli italiani Nocturna) hanno realizzato una splendida cover in versione metal della celebre canzone del rapper Coolio, “Gangsta’s Paradise”. Tuttavia, ricordo più che vagamente gli altri dischi della formazione spagnola e il nuovo “Sons Of The Abandoned” spinge ancora più in avanti il loro apprezzamento verso i mostri sacri del groove e del thrash metal: è assai facile sentire l’influenza – a livello di riffing – dei Pantera, dei Testament o degli Slayer. Come firma di questa tendenza, al termine dell’album troviamo come traccia conclusiva “Human Insecticide”, cover del brano degli Annihilator. Degne di menzioni di questa fatica dei Bloodhunter sono anche due illustrissime collaborazioni: il portoghese Fernando Ribeiro (Moonspell) nella canzone “The Threshold Of Hell” e Laura Guldemond (Burning Witches) nel brano “The Path That Never Ends”. Questa scelta dimostra l’eccelsa versatilità della band spagnola: i Moonspell suonano gothic metal, le Burning Witches invece heavy classico, e il loro apporto si amalgama con facilità al death metal melodico dei Bloodhunter proprio per la duttilità ed ecletticità dei suoi musicisti.
Davvero una prova superlativa, questo “Sons Of The Abandoned”, e un salto di qualità dopo i precedenti lavori che già rappresentavano degli album degni di rispetto.
Voto: 8/10
Francesco “Grewon” Sarcinella
















