Quale data migliore poteva scegliere una band Gothic Dark Rock per l’uscita del nuovo album sotto nome e forma mutati, come una crisalide che diventa falena?
Venerdì 13, appunto, i Bara sono usciti con “Mary Cry” edito da Club Inferno Ent., un lavoro dal sapore retrò, un sapore dolce e amaro pregno di eramnesia, sentimento profondamente radicato in me come in tante altre persone che sentono di vivere in un’era musicale sbagliata e determinate sonorità riempiono l’anima di una malinconia abissale.
Nel 2023, dalle ceneri dei BARAFOETIDA ri-nascono i BARA, come dicevo mutano nome e forma ma la sostanza resta sostanzialmente inalterata, sicuramente impreziosita da un approccio minimale ma estremamente oscuro alla musica, atmosfere dolorose e ipnotiche, una voce alienante il tutto ispirato dalla Dark Wave al Post-Punk, dall’Electro Dark al Progressive Rock. Ospiti speciali dell’album sono Alessio Trapella al basso (NEW TROLLS e LE ORME), Diego Banchero (Il Segno Del Commando) e Pino Sinnone (Il Viaggio).
Senza preamboli, l’album parte a spron battuto con la title track che trascina virtualmente al centro della pista da ballo del Batcave di Londra per una di quelle belle serate gotiche tra pizzi, borchie e trucco bistrato sui volti dei tenebrosi avventori. Anche “Raven’s Day” non lascia indifferenti e il paragone a The Sisters of Mercy e Bauhaus è un passaggio quasi obbligato mentre ci si scatena a suon di elettronica accattivante.
“In The Flames” attira subito gli amanti del basso grazie alla sua linea cupa e morbosa come il momento precedente al collasso del nucleo che crea un buco nero.
Interessante la cover dei Misfits: “Die, Die My Darling” ma “Obscura Somnia” e “Voices From The Dark”, che chiude l’album nel modo più malinconico possibile, hanno catturato la mia anima nostalgica da darkettona che vive nel decennio musicale sbagliato e attendo di sentirli live vista anche la vicinanza geografica.
Voto: 7.5/10
Ilaria Midnightsun















