Quello che rende avvincente l’essere amanti della musica (rock nel nostro caso particolare…) è che il viaggio alla scoperta di realtà artistiche nuove, o anche con qualche anno alle spalle e che purtroppo non hanno goduto della giusta attenzione, è sempre foriero di sorprese. I veronesi Carillon li conoscevo di nome… La loro storia discografica inizia nel 2013 con Il Grande Brivido per Andromeda Relix, etichetta con la quale il sodalizio è sempre attivo, tanto da giungere a questi giorni con la pubblicazione di 2.0.Il loro è un rock alternativo con sfumature hard, rigorosamente in italiano che, pur prendendo le mosse dalla florida scena nazionale degli anni ’90, sottende una meticolosa ricerca sonora che ha l’obiettivo di bilanciare strutture complesse nel riffing, nella ritmica e nei cambi di tempo, con le velleità mainstream degli orecchiabili refrain. Ma quella che sfonda le casse dello stereo è la fantastica e poliedrica voce di Patty Simon che, autrice anche delle liriche, padroneggia con maestria le metriche della nostra lingua madre, adattandole perfettamente a strutture armoniche che, come ben sappiamo, sono state definite entro altri confini geografici. Perduti Orgogli apre l’album con un riffing a la Negrita e una chitarra che trasuda blues alternati ad un refrain metal oriented. Subito si nota come la splendida voce di Patty faccia la differenza. Il Sogno E L’Incubo inizia con sole chitarra e voce, sfociando poi in un mid tempo caratterizzato da un refrain sempre duro e con aperture di chitarra che ricordano proprio il buon rock italiano dei ’90… Robusto l’hard rock del primo singolo Sbagliata, già pubblicato in anteprima nel 2024 e per cui è stato girato un video, anche questo con un bellissimo ed accattivante refrain. Estremamente atmosferico e crepuscolare l’inizio arpeggiato di Silente. Il cantato di Patty è stupendo, con improvvise variazioni verso l’alto di ottava, decisamente complicate e non da tutti. Mid tempo e quando meno te l’aspetti parte la distorsione delle chitarre che nuovamente induriscono la composizione in fase di refrain. Incredibili i vocalizzi di Patty nella fase finale del brano… Non esagero se dico che riesce a toccare vette che solo ad una Antonella Ruggiero son permesse. Sono Nata è una semi ballad rock estremamente grintosa, dove una composizione efficace ci regala un altro brano godibile sempre graziato dalla voce. Estremamente suggestiva ed atmosferica Il Grido e L’odio. E’ necessario prestare attenzione alle liriche estremamente introspettive ed emozionali. L’arpeggio con tanto di armonici, ma anche l’armonia del brano stesso, fanno si che Sarai ci ricordi i Litfiba degli anni ’90. Incredibile l’esercizio vocale sul robusto hard rock di Masochista. Luna è un brano che ricorda le belle rock metal ballad di una volta… Con le dovute differenze ha il sapore della nostra amata Strana Officina… pur senza alcuna distorsione sulle chitarre… pur senza basso e batteria ma solo arpeggi della sei corde. Bellissima!!! L’hard rock (che sfocia con naturalezza nel metal) di Sabbie Mobili vede, assieme a quella di Patty, la voce roca e grintosa di Alexander Wyrd. L’Inizio Della Fine viaggia sempre sulle coordinate del buon rock italiano degli anni ’90. Si chiude con un ulteriore versione in chiave elettronica de Il Grido e L’odio, con Klandelion ospite alle tastiere. Della splendida prestazione vocale ne abbiamo parlato. Ma ora è essenziale sottolineare l’incredibile lavoro alle chitarre di Luigi De Stefano: dettano umori, atmosfere, ritmiche e cambi di tempo tutto e sempre in maniera perfetta e mai invadente, anzi sempre funzionale all’insieme e, soprattutto, alla performance della front woman. E’ su di lei e sull’axeman che si fonda il nucleo dei Carillon, supportati da musicisti session per basso e batteria. Le tematiche trattate riguardano le varie sfaccettature dell’animo umano e fa tenerezza vedere in copertina i volti dei figli di Patty e Luigi, così piccoli e così innocenti ed ancora inconsapevoli di quello che la vita prospetta ad ognuno di noi. Ancora una volta Andromeda Relix non tradisce le aspettative, con la pubblicazione dell’ennesimo, ottimo lavoro.
Voto: 8/10
Salvatore Mazzarella















