Giunti alla settima uscita di una discografia che si sviluppa in trent’anni di carriera, gli Airborn, gruppo torinese non particolarmente conosciuto al grande pubblico, dimostrano di avere grande padronanza degli strumenti, una buona vena compositiva e la voglia di suonare live la loro musica.
Il genere è quello del power metal che ha il suo naturale riferimento nella musica degli Helloween, ma gli Airborn, Alessio Perardi (voce e chitarra), Roberto Capucchio chitarra), Domenico Buratti (basso e voce) e Gianluca Luci (batteria), riescono a spaziare e non offrono un disco monolitico e composto da brani che si somigliano.
Questo “Lizard Secret- Part Three- Utopia” conclude una trilogia piuttosto elaborata e ambiziosa, a livello di testi, che ha visto gli Airborn trovare spazi inaspettati anche in Giappone, con la firma di un contratto per la distribuzione anche là del disco.
Venendo alla musica, devo dire che ho molto apprezzato alcuni passaggi del disco dove le chitarre si lanciano in grandi duelli che rievocano i fasti passati di certe composizioni metal che permettevano queste digressioni. Di contro, la voce, peraltro buona nella sua interpretazione, risulta all’ascolto come se provenisse da un piano diverso e questo ne frena l’impatto e l’aggressività. Il basso ha poi un suo spazio e una presenza che mi piacciono molto.
Dicevo degli Helloween, che sono un riferimento che spesso emerge nell’ascolto del disco, specialmente nelle parti in cui ci sono quelle cavalcate chitarre-sezione ritmica che i power metallers tedeschi hanno più volte proposto, come “Futuremaker” , oppure “Soldiers of Misfortune” o la conclusiva “My own world”, ben sette minuti molto trascinanti. Guardano al thrash più chitarristico “Lizard Detective Agency” e “In Utopia” mentre “Steel Rat” evidenzia elementi più hard rock, seppur elaborati con grande personalità dai torinesi come, del resto, “Midight Riders”.
Si affaccia addirittura qualche elemento death in “Skeleton Crew”, mentre “Magic Bullet” è un mix molto ben riuscito di diverse ispirazioni, per un brano che trasporta l’ascoltatore in una dimensione superiore, come “Kings of Melody”, molto veloci e brillanti, oppure “Forever is a long time coming”.
Un discorso a parte merita “Oil’s well that dosen’t end well” che presenta, inaspettatamente, qualche influenza prog che trova essenzialmente compimento dalle tastiere e dall’organo che innervano un brano che si distingue dagli altri e che potrebbe rappresentare la prossima frontiera degli Airborn.
A me “Lizard Secrets-Part Three-Utopia” è piaciuto e credo che l’Italia possa vantare anche loro nel novero dei migliori interpreti del power metal variegato e intelligente.
Voto: 7,5/10
Massimiliano Paluzzi















