Una fama notevole, una copertina decisamente lugubre, sinistra, con un uccello per niente benaugurante in primo piano e altri dietro, “Them” è il nono album dei Presence e si compone di otto brani inediti e molto ben strutturati, per un dark sound di matrice prog che riassume tante influenze ma le propone con grande personalità e una orchestrazione davvero invidiabile.
‘The Undead’ tappeto sonoro di tastiere, chitarra in accompagnamento, la splendida voce di Sophia Baccini fa una analisi sul tempo che passa, con il brano che sviluppa negli undici minuti del suo procedere una serie di cambi di scenario molto suggestivi, molti dei quali sottolineati dal pianoforte e da una atmosfera molto cupa e ossianica, impreziosita nella parte finale da una digressione musicale strepitosa, condotta alla stragrande da due musicisti top come Enrico Iglio alle tastiere e percussioni e Sergio Casamassima alla chitarra e basso.
‘Aftermath’ brano basato su quanto le circostanze possono influenzare le scelte e l’evolversi della vita, ha uno sviluppo abbastanza lineare, con un doppio assolo chitarristico di Casamassima in cui si capisce perché è considerato un grande, visto anche il curriculum e il corso di studi americani.
“Dance Macabre” è uno strumentale di tre minuti molto orchestrale, ma interlocutorio. Si torna su minutaggi importanti con “To each other” che ha un approccio prog-metal, una cavalcata che fa uso di richiami cinematografici e un testo che stigmatizza la guerra in tutte le sue forme, con l’organo che si fonde con la voce di Sophia, dai toni lirici, con un grande risultato sonoro, che include la chitarra, ficcante e incisiva.
“Them” , la titletrack, affronta con una suite di ben 23 minuti il tema dell’invidia e della cattiveria gratuita, con riferimenti colti di musica classica (Stravinsky e Berg) con forte accento orchestrale. Il brano esplora un percorso quasi labirintico, ricco di spunti e contrappunti, che mi fanno pensare a certe produzioni di Yes e sicuramente è un complimento anche se, la lunga durata determina una certa dispersione del brano.
Il gruppo napoletano rende omaggio a Anna Bolena in “Drawbridge 1501” che appunto presenta atmosfere medievali nella sua brevità, con vocalizzi di Sophia a conferire un tono ancora più drammatico al brano, seguito dallo strumentale “Stige” che invece presenta un notevole impulso tecnologico-futuristico, che si contrappone decisamente al pezzo precedente, come se si completasse un lungo viaggio nella storia, con la chitarra in primo piano. Chiude l’opera “If You dare” che esalta chi osa nella vita, con un pezzo molto rarefatto nella parte iniziale, per poi svilupparsi in un prog di buona fattura, con un assolo di moog che ci riporta indietro nel tempo.
La capacità musicale e compositiva dei Presence si conferma con questo “Them”, che non delude assolutamente.
Voto: 7,5/10
Massimiliano Paluzzi
















