Ricordo ancora quando circa 20 anni fa andavano per la maggiore le riviste specializzate del settore Rock e Metal.
Purtroppo le nuove tecnologie e i cambiamenti del settore giornalistico hanno portato alla chiusura di diverse testate giornalistiche. Alcune riviste sono diventati Portali Web, ma il piacere di leggere le interviste, le notizie e le recensioni su supporto cartaceo era davvero a volte qualcosa di magico.
E tra le diverse riviste che acquistavo al tempo c’era GrindZone, bimestrale che si occupava di Metal Estremo. Una sorta di Terrorizer italiano.
Ricordo le foto, le news, gli editoriali, le recensioni..sfogliavo e sfogliavo quelle pagine alla ricerca di una qualche nuova band interessante, la “scoperta” del tal gruppo o del tal disco.
Questa “ricerca” purtroppo nei tempi odierni è andata scemando…è sempre più difficile avere la possibilità di capire una band da un disco intero…ormai è tutto molto “ascolto veloce” di un paio di pezzi – i più ascoltati, sulle piattaforme digitali.
Tra le band che scoprii al tempo su un GrindZone c’erano gli Akercocke, band inglese che si impose sulle scene del death/black metal europeo con due album davvero notevoli: Rape of the Bastard Nazarene e The Goat of Mendes. Un concentrato di Death europeo e Black metal con venature di proto-prog (in realtà gli incisi con un uso più soft degli strumenti, le parti più ricercate e le aperture melodiche erano solo funzionali negli arrangiamenti alla struttura puramente Death della proposta musicale).
La band ha sempre transitato su lidi sonori di un ferocissimo Death metal, ottimamente suonato e arrangiato.
Dopo il disco del ritorno sulle scene: Renaissance in Extremis del 2017, nel caldissimo luglio di questo 2023 esce un live che sigilla il repertorio dei due primi album.
Il titolo è eloquente: Decades of Devil Worship. La band lungo i 13 brani suona alla grande (anche se non sono così sicuro che sia tutto “live”…ma la mia è solo una supposizione), la prova dei musicisti è ottima; i suoni sono perfettamente bilanciati e il mix è perfetto; sono distinguibili i vari strumenti e ciò rende il live di un livello altamente professionale.
Non sono bene con precisione l’obbiettivo di un live del genere, la qualità audio è talmente “HD” che a sto punto, forse, meglio sentire i pezzi dei dischi originali – a meno che non sia stato fatto un lavoro di Re-mix o Re-mastering. La forza della band è indubbia, ma è tutto forse troppo perfetto per essere un disco dove si evince l’essenza della band dal vivo.
Avrei preferito, forse, un nuovo album degli Akercocke, che un live…sono particolarmente contrario al “disco live”…in quanto ossimoro artistico. Ma una grande parte della fortuna di alcune realtà Metal sono state fondate anche sui famosi “bootleg live.”
Decades of Devil Worship è un ottimo album live, ben suonato e perfettamente prodotto, che non può mancare in una collezione dei fan del Death Metal old-school.
In attesa di sentire il nuovo album della band, godiamoci a piene orecchie questo live di alto profilo.
Voto: 7/10
John Sanchez
















