Che talento! E che poesia quest’album. Ah già… è un’altra produzione Frontiers Records. In effetti lo dico sempre: garanzia di qualità. Ebbene, a quanto pare la label partenopea sta estendendo il ramo propriamente Metal del proprio roster. Ovviamente, selezionando solo bands di un talento non comune. Posso metter la mano sul fuoco che il secondo album dei Seven Spires, quartetto di Boston, Massachusetts, è un prodotto artisticamente sopraffino, in una misura inconsueta. I nostri propongono un Symphonic Metal con forti influssi provenienti dalla musica Classica, e nascono come progetto della ben nota Adrienne Cowan (già con Sascha Paeth’s Masters of Ceremony nonché corista live degli Avantasia), cantante/tastierista che possiede una versatilità vocale assolutamente eccellente. Le songs che compongono l’album sono tutte compositivamente di altissimo livello! Pensate che le melodie vocali toccano spesso e volentieri tonalità maggiori, mentre nei refrain appaiono dei repentini cambi di tonalità. Tutti elementi “colti” non certo consueti in un disco Metal. Eppure, a livello compositivo, tutto l’album appare incastonato, cesellato ed arrangiato in maniera perfetta. Il contrasto con le ritmiche Metal e le finezze degli arrangiamenti classici (orchestrazioni, pianoforte, acustiche) raggiunge un equilibrio davvero esaltante. Ovviamente, tutto l’album è stato costruito sulle doti tecniche della voce di Adrienne, la quale si inoltra nei paesaggi sonori variegati presenti in “Emerald Seas” con una naturalezza ed una dimestichezza assolutamente sorprendenti. Persino quando si tratta di demoniaci vocalizzi “screamy”. Eh sì. Anche i testi, che risultano poetici, profondi, immaginifici, raccontano con linguaggio straordinariamente poetico storie, leggende e favole assortite di angeli e demoni, amore e morte, emozioni, tristezza e “melancoly”… il consueto spettro tematico “romantico” di un album Symphonic Metal, se vogliamo. Ma con questi numeri, non si può assolutamente tacciare i Seven Spires di essere una band stereotipata. Si tratta invece di una band che alza l’asticella qualitativa del Symphonic Metal a un livello assolutamente… straordinario. Ho finito le parole. Concludo la recensione affermando ancora una volta che se un prodotto è Frontiers… si sente. Fin dalle prime note. Massima votazione, quindi. E massimo supporto ai Seven Spires.
Voto: 10/10
Alessio Secondini Morelli















