Siamo di fronte certamente a un progetto ambizioso e guidato da un personaggio poliedrico e influente, visto che riesce ad attrarre musicisti di prima fascia, come Joel Hoekstra, Nita Strauss, Anneke Van Giersbergene, tanto per citarne alcuni, ma ce ne sono molti altri . Il risultato è, a mio parere, inferiore allo sforzo profuso anche se, comunque, di ottimo livello.
Dico questo perché, al termine dell’ascolto, ho avuto sempre la sensazione di trovarmi di fronte a una colonna sonora ben eseguita e concepita e non a un long playing vero e proprio.
Si capisce che viene narrata una storia, ma chi non è abituato a leggere e immedesimarsi nei brani, preferendo concentrarsi sulla musica tout court, trova dei passaggi che sembrano funzionali in una soundtrack, ma inutili su un disco normale. Purtroppo, nel frattempo, lo sponsor della iniziativa, legata anche a un video contest di ben 12 videoclip, ha chiuso i battenti e questo mette a rischio la continuazione del progetto che vede 9 album complessivi.
Comprendiamo la frustrazione di Douglas . R. Docker : fare musica in generale è complicato, in Italia forse ancora di più, ma lo invito a non mollare, semmai riuscisse a leggere queste mie considerazioni. Siamo di fronte a un geniale compositore e a un musicista dal solido background che, se, a mio modesto parere, se si concentrasse su un disco meno dispersivo, potrebbe raccogliere quel successo che merita e che gli auguro possa avere.
In ogni caso, a parte queste amarezze speriamo passeggere, Docker’s Guild è una franchigia arricchita dalla partecipazione di importanti personaggi del metal e quello che ne viene fuori, in questa “prog metal opera, project outline” come il mastermind la definisce, dal titolo “The Mystic Technocracy – Season 2: The Age of Entropy” è comunque un concentrato di musica di buon livello, dove, per la verità, di metal vero e proprio ne ho trovato poco, mentre non mancano melodie di qualità e passaggi strumentali molto raffinati.
E’ il caso di “Nocturne, dove emergono gli studi classici e i titoli ottenuti in questo campo, oppure “Rings”, anch’esso pianoforte e voce. “Lucy” è un ritmato prog-rock dalle forti connotazioni melodiche, come la bellissima “Die Today”, o lo space prog stile Hawkwind di “K475W.A:M:” con svisate di tastiera e chitarra. Fra gli spunti originali, da sviluppare meglio e più compiutamente, una curiosissima “Le Chemin”, esperimento di reggae-prog davvero intrigante, il ritmato space-prog con riflessi dance di “Atlati’s Town”, la preghiera di “The King in Purple” e il loop di synth che anima “Crusades”.
Ci sono due cover : “Machine Messiah” degli Yes, eseguita con grande classe e qualità e “Sos Spazio 1999”, certamente evocativa per una generazione come la mia che guardavamo avidamente la serie tv, ma che musicalmente ha poco da offrire.
Docker non mollare!!!!
Voto: 7,5/10
Massimiliano Paluzzi
















