Ennesimo evento live di “una certa” importanza per il “Santomato live club”, che giunge al 13° anno di attivita’ nell’ambito della musica dal vivo.
Il 2023 apre con il botto, visto che il locale ospita (in esclusiva assoluta per la Toscana) la masterclass/clinic di Kiko Loureiro, chitarrista dei Megadeth ed ex- Angra (di cui ne e’ membro fondatore).
L’ Organizzazione del Santomato live club e’ impeccabile come al solito: possibilita’ di cenare prima dell’evento, tavoli con sedie disposti lunga la sala, suoni ottimamente bilanciati e luce “top” per poter scattare le foto senza l’ausilio del flash.
Onestamente ritengo questo locale il top presente in Italia, per lo meno per quanto concerne eventi di questo calibro; palco “medio” che permette estrema liberta’ di movimento agli artisti, ottimamente “illuminato” e con “suoni” davvero strepitosi (e mai fastidiosi), questo grazie all’acustica del locale e al fonico Tiziano Betti.
Unico appunto: un vero peccato che il “Santomato live club” ospiti pochi eventi “metal”, perche’ quelli che ci sono stati (Mark Boals, L.A. Guns per citarne alcuni) sono stati “strepitosi”; spero di vederci prima o poi band come Labyrinth, Vision Divine o Eldritch.
Veniamo al dunque, Kiko Loureiro alterna un’esibizione live (dove mette in mostra tutto il suo talento) ad una spiegazione didattica, in cui risponde alle domande (e curiosita’) del pubblico presente e lo consiglia sul metodo di studio dello strumento (ovviamente la chitarra).
Le domande venivano poste dal pubblico in italiano, poi tradotte da una collaboratrice presente sul palco (Francesca “Fruz” Chiti, anch’essa, per la cronaca, musicista)
Tra il pubblico presente, diversi chitarristi e NON (come il sottoscritto), tra le varie domande, gli viene chiesto la differenza nella composizione tra un brano dei Megadeth e un degli Angra.
Kiko risponde che l’approccio nella composizione è totalmente differente tra le due band: nei Megadeth tutto parte da un riff di chitarra, quindi il riff è alla base di tutto, da li’ si costruisce intorno il brano; negli Angra invece si parte da una melodia (anche vocale), jammando, suonando insieme (anche improvvisando) e da li’ prende vita la traccia.
Negli Angra poi, c’era una certa coesione, un feeling naturale con l’altro chitarrista compositore Rafael Bittencourt con cui suona da quando erano entrambi diciassettenni; quindi nessun timore reverenziale a “correggersi” o a controbattere se si se pensa che una melodia possa non essere “funzionante”.
Viceversa dire a Dave Mustaine “questo riff non mi piace, non e’ funzionale all’interno del brano, cambiamolo” diventa un problema perche’ stai parlando con Dave (ovviamente Kiko ha espresso la questione con una battuta, ma non credo che la verità sia troppo lontana 🙂 ).
Durante la parte esplicativa, Kiko non ha mai smesso di muovere le dita sulle corde della chitarra, esercitandosi e al tempo stesso tenersi “caldo”.
Il chitarrista brasiliano, presenta il suo endorsement, composto da (tre) chitarre Ibanez “customizzate”; spiega che le due chitarre Ibanez di colore verde sono perfettamente identiche tra loro, ma sono accordate in maniera differente, per poterle distinguere visivamente ha dovuto applicare un adesivo su una delle due.
Kiko consiglia ai chitarristi presenti in sala, di allenarsi tutti i giorni, anche per soli 10 minuti, che poi diventano 30, 60 e via discorrendo, l’importante e’ farlo sempre con costanza, finche’ possa diventare una professione e non piu’ un hobby; a quel punto il tempo da dedicare alla chitarra diventa primario rispetto a tutto il resto.
Il buon Loureiro consiglia poi di ritagliarsi almeno un’ora di spazio in cui sviluppare la tecnica.
Veniamo all’esibizione live, Kiko si presenta “solissimo”, con l’ausilio delle basi musicali per le ritmiche; in tutto suona circa 6-7 pezzi tratti quasi esclusivamente dal suo repertorio solista, ad eccezione fatta che per un brano dei Megadeth. Purtroppo vengono lasciati fuori brani degli Angra, ed e’ un vero peccato.
Le tracce soliste sono estrapolate quasi tutte dal suo ultimo disco solista “Open Source” (uscito nel 2020), tra le quali spiccano le stupende “Overflow” e “Du monde”, “Imminent threat” e “Sertad”; non vorrei sbagliarmi ma si tratta della prima volta in assoluto in cui vengono suonate dal vivo (complice la pandemia e gli impegni con i Megadeth).
Il brano dei Megadeth che ha deciso di suonare e’ “We’ll Be Back”, tratto dall’ultima fatica discografica “The Sick, the Dying… and the Dead!”, decisione saggia, perche’ a mio modo di vedere e’ la traccia piu’ bella del disco (con un riff di chitarra davvero favoloso).
Kiko suona sopra le basi, “doppiando” la chitarra ritmica (tranne che nel riff di apertura) e riesce a dare sfoggio di tutta la sua classe con un assolo strepitoso (e non solo per quello!).
A fine concerto, c’e’ anche spazio per una lotteria che prevede l’estrazione di alcuni premi messi in palio da Ibanez; successivamente Kiko (disponibilissimo) incontra i suoi fans per la classica foto ricordo e autografi su cd, vinili e perfino chitarre che alcuni ragazzi si erano portati dietro.
Un ringraziamento particolare al Santomato live club per l’ospitalita’ ricevuta.
Stefano Gazzola
































