Non viene detto quasi nulla (neppure la nazionalità) di questi Black Void nelle note promo della Nuclear Blast, che vengono ivi etichettati come Black Metal. In realtà le sonorità di questo “Antithesis” sembrerebbero (almeno all’apparenza) un poco più originali. Le radici Black, o perlomeno pseudo-tali, sono prevalenti lungo tutto il solco del disco nelle chitarre ferali e nella voce inkazzosissima e screamy, ma sono integrate da parecchi passaggi di stampo Alternative Rock novantiano con voce clean maschile e tempi leggermente più “dilatati”. Questo almeno sulla carta. In realtà non trovo molto di originale o di epocale da salvare su quest’album. Nessun picco compositivo particolare. I passaggi Black sono caratterizzati da chitarre over-prodotte, nonchè da ritmi scanditi da quella che pare una drum-machine più che una batteria acustica. L’album è abbastanza omogeneo ma pecca eccessivamente di piattume e “standardizzazione” tecnico-compositiva. Ho l’impressione che la cara vecchia Nuclear Blast stia basando le sue ultime uscite discografiche sulla “cannibalizzazione” degli stilemi del Metal estremo, ed è una forte impressione…
Voto: 6,5/10
Alessio Secondini Morelli















