Su bandcamp è possibile trovare un numero davvero impressionante di album su cui suona Avi Rosenfeld. (gran parte dei quali esclusivamente in digitale: a quanto pare si tratta di una precisa scelta del chitarrista israelita per promuovere la propria musica). Ciò indica da parte di Avi una spaventosa quantità di voglia di suonare, ed è senz’altro encomiabile. Ma bando a ciò (ed a parte le possibili polemiche che un musicista particolarmente prolisso di uscite discografiche potrebbe oggettivamente subire), l’album che ci troviamo a recensire è un classico album di Hard Rock con una leggera propensione all’Heavy, che il nostro ha deciso di produrre con la collaborazione di due vocalist eccezionalmente preparati come Erik Cruz e Stefano “Stex” Sbrignadello. Le canzoni presentano tutte un feeling abbastanza “hot” e mantengono un buon rapporto con le radici Blues e vetero-Prog del tipico sound settantiano, che sa di Purple, Uriah Heep e nomi similari. Nelle parti soliste Avi si sbizzarrisce in citazioni classiche, tapping e melodia, mostrando versatilità, gusto e tecnica da “virtuoso”. La produzione old-fashion e il costante tappeto di organo Hammond sono gli altri elementi che ci mantengono ancorati ai migliori seventies durante l’ascolto dell’album, ed un plauso va ai due validi singers, che fanno il loro lavoro in quanto a feeling ed interpretazione. Ma oltre ad una una buona retrospettiva Hard Rock seventies, ribadisco la combinazione abbastanza vincente con alcuni stilemi chitarristici Heavy ottantiani, data soprattutto da assoli di chitarra capaci di alternare un gusto Blackmoriano allo stile “shredding”, non molto comune su questo tipo di produzioni. Buono.
Voto: 7/10
Alessio Secondini Morelli















