Resto spiazzato e perplesso da questo “Binary”, secondo lavoro dei Chrome sky uscito per Ghost label record. Capisco il voler mischiare e voler infettare, che credo sinceramente essere l’unica via per poter evolvere la musica, ma bisogna farlo con criterio… e senza buttarla in “caciara”.
Miscelare elettronica, voce in stile a cavallo tra un certo Bowie, un classico cantante di epic metal e doom, una batteria, o meglio la drum machine, che si mischia ad altri loop percussivi non sempre ottimali; chitarre, o presunte tali, che risultano troppo camaleontiche e particolarmente mutevoli per stile e per suono, al punto da mischiarsi coi synth fino a non comprenderne il “cosa” stessero suonando; un basso presente ma di fatto, tolti alcuni passaggi, sembra che tenga giusto la tonica per le chitarre e che si confonde con i synth.
Solo due brani con il re-master hanno ottenuto una dimensione di comprensione complessiva godibile ed uno degli ultimi componimenti che compongono l’album.
Ho ascoltato materiale fatto con attitudine e matrice più elettronica e meno metal, mai fatto segreto della mia passione anche per materiale esterno al metal e di generi lontani anni luce dal metal e vicini anche all’EBM, ma qui ci sono troppe situazioni di “vorrei ma non posso” che rendono non particolarmente fruibile l’ascolto.
La parte meno riuscita è la sessione ritmica, che essendo programmata è certamente precisa ma sono i suoni applicati ai midi che non sono sempre ottimali. Basti ascoltare il “charleston” che risulta oltre che freddo anche “irritante” in parecchi brani.
Non mi scandalizzo per l’uso della drum machine, sia chiaro, ma il “mezzo sintetico” ed il “mezzo quasi reale” mi disturba; nel senso ci fosse stata la combinazione tra una parte sintetica al 100% ed una “umanizzata” nulla da dire, ma su ritmi differenti e su parti differenti. In questo caso abbiamo parti di sintetico con parti rielaborate in “umano” in contemporanea che a volte fanno a pugni sia come suoni e sia come ritmo.
Ci aggiungiamo i soli, di synth e/o chitarra sintetica, spesso prolissi e fini a se stessi che cozzano con alcune frequenze della “batteria”.
Troppo in troppo poco e con troppa voglia di mettere tutto (si capisce che c’è troppo?!) in modo indiscriminato e senza un giusto miscelamento tra le parti rende l’ascolto confuso e l’ascoltatore disorientato.
Si perde sinceramente cosa la band volesse esporre nei brani, escludendo una prova di voce lodevole e le capacità di far suonare una finta chitarra così veloce i soli.
Consiglio mio spassionato per la band, focalizzare cosa si vuole trasmettere e farlo in modo più “concreto”(che va bene che vi definiate influenzati da:” metal, industrial, trance, prog, goth e altro” ma inserire forzatamente tutte sistematicamente in ogni traccia è troppo), infarcire di dissonanze e manierismi allo stesso tempo è sconveniente; spesso il detto “less is more” è più che corretto. Persino nella dodecacofonia ci sono “dinamiche” e “metodi” che permettono di apprezzare sia il singolo strumento che l’insieme, cosa che in questo album è mancato per buona parte. In “Binary” abbiamo dei soli, dei riff e delle ritmiche che non si fondono così bene e danno un senso di smarrimento e spingono l’ascoltatore a “skippare” al prossimo brano con una certa velocità(non l’ho fatto per poter capire se ci sarebbe stata una qualche svolta per tutto l’album, ma purtroppo per me non è avvenuto).
Dispiace, perché le idee ci sono ma: o mancano i VST ottimali oppure c’è un intento, non riuscito, di andare verso quella che possiamo considerare “musica concettuale”: quindi di oltrepassare i generi e dare un’opera d’arte quasi astratta.
Personalmente salvo solo “Aeon flux”, “Desert sun – remaster” e “Kleenex – remaster” per il resto abbiamo un lavoro di “minestrone compositivo” che non arriva al suo completamento e dall’altro un voler inserire elettronica e loops mai ottimali al punto di fare il “salto” a questo lavoro.
Sinceramente trovo questo “Binary” un lavoro incompleto sotto troppi aspetti e distante dal nome stesso dell’album(nulla che sia vagamente “quadrato” e in forma “0101” o che sia riconducibile ad un binario ben definito come quello per un treno). Spero per la band di aver dato dei rimandi utili per i prossimi lavori, ma confermo già da ora che se il prossimo lavoro fosse fissato sugli stessi stilemi attuali, il voto sarà certamente più basso; a fronte di una stagnazione ed un’involuzione non consona per la band.
Voto: 5/10
Alessandro Schümperlin















