I Lacrimas Profundere erano chiamati a replicare il buon successo, quantomeno della critica, del buono “Bleeding the stars”, che era stato giudicato album del mese in almeno tre riviste specializzate in Germania, fra cui Metal Hammer.
Non so che accoglienza abbia avuto fino a oggi questo “How to shroud yourself with night”, ma non credo che possa sortire effetto sorpresa o attrarre nuovi seguaci alla causa della band teutonica.
Il disco è decente, ma con sbalzi compositivi e , soprattutto, di genere che si fatica a classificare ma anche ad ascoltare in modo omogeneo.
I Lacrimas Profundere, che vengono annoverati come una band dark-metal, stavolta cedono alle lusinghe del gothic e anche di altre forme espressive musicali che passano dal power-death al doom pesante. Il tutto con un cantato decisamente orientato alle voci gothic più classiche che non sempre si adatta al brano suonato dalla band.
La partenza è fuorviante, perché le prime note di “Wall of Gloom” sembrano uscite dal songbook dei grandissimi My Dying Bride, sia per atmosfera che per la voce di Julian Larre, che registra il suo secondo disco con la band teutonica. Il brano poi si evolve in qualcosa di diverso, quasi a testimoniare la scelta che poi caratterizzerà tutto il disco.
Le coordinate musicali di ‘How To Shroud Yourself With Night’, in effetti, sono piuttosto distanti dal brano di apertura. In prevalenza si tratta di un gothic metal oscuro a livello musicale, mentre il registro vocale è più melodico, ricordando in molti passaggi i toni volutamente profondi e sexy di Ville Vale degli Him e, comunque, di quel tipo di espressione sofferente e dalla tonalità bassa.
Questo è, secondo il mio modesto parere, l’aspetto che rende il disco qualcosa di incompiuto o non definito. La buona musica, in ogni caso, non manca, come per “Nebula” dove i confini sono stabiliti, la voce maschile accoppiata a quella femminile risulta gradevole, caratteristica ancora più chiara, in chiave gothic-mainstream, con la seguente “In a lenghtering shadow”, che, presa a sé stante, potrebbe tranquillamente fare parte di dischi di Lacrimosa, Mandragora Scream e gli stessi Him, insieme a tanti altri esponenti di questi genere musicale.
Il mood generale è comunque tendente al cupo, ma non certo al dark sound che dovrebbe essere il marchio di fabbrica di Lacrimas Profundere, ma che trova spazio nel disco in pochi episodi, fra i quali spicca “The curtain of white silence”, più in linea con la storia musicale della band e con una vocalità più adatta al resto del messaggio e inquietante al punto giusto, seguita da “Shroud of night”, sia pure contaminata dal power-death, espressione che spesso si ritrova in questo disco, e che, in questo brano, sembra liberare al meglio le energie espressive della band.
“Unseen”, “A Cloak woven to stars”, “To disappear on you” e “ An Invisible beginning” sono essenzialmente brani gothic, con tastiere e melodica sofferenza vocale in evidenza.
Per concludere si tratta di una prova rivedibile, per i Lacrimas Profundere che dovranno definire meglio, a mio avviso, quale sarà la loro proposta musicale effettiva e definitiva.
Voto: 6,5/10
Massimiliano Paluzzi















