Donna Cannone nasce come progetto musicale-sentimentale, visto che due suoi componenti sono legati fra loro e hanno coinvolto gli altri due. La ricerca di un look anche diverso dal classico denim and leather, fa già capire che questa fusione italo-svedese può rappresentare qualcosa di nuovo e frizzante nel panorama musicale odierno. Anche il nome italiano risponde a questa intenzione.
Il gruppo è composto da Giorgia “Jo” Carteri, chitarrista italiana che vive in Svezia ed è legata sentimentalmente con Bjorn Strid (Soilwork, The Night Flight Orchestra) che per questo progetto lascia il microfono e si occupa anche lui delle chitarre. Insieme a loro ci sono Tilda Nilke Nordlund alla batteria, che militava con Giorgia nelle Thundermother, e Luca D’Andria, già voce e basso dei Cowboy Prostitutes e altro ancora, anche lui emigrato in Svezia.
Parlando di musica, che poi è l’aspetto di Donna Cannone che ci interessa maggiormente, loro si definiscono melodic rock’n’roll con influenze pop e punk. Praticamente c’è tutto dentro e devo dire che ascoltando il disco la sensazione è proprio questa.
Il disco è però molto piacevole e che i quattro siano ottimi musicisti e che l’intesa sia cementata emerge da ogni solco dell’opera prima. Si comincia con il groove rock di “Cross the Line”, vivace e ritmato, che dimostra subito una importante caratteristica di Donna Cannone, gli ottimi impasti vocali e un uso molto valido di cori e controcanti. “Look around you” invece fa trapelare venature glam della loro musica, che mi fanno pensare a certe partiture di Hardocore Superstar e quindi, alla lontana, all’influenza di Hanoi Rocks. “Nothing to do” presenta l’unico passaggio del disco che non mi è piaciuto : un coretto alla Bangles che ho trovato poco appropriato, in un brano che alla fine risulta il più fiacco e scontato del lotto.
Si tratta di una parentesi, perché anche la ballad semiacustica che segue, “Is It True” è molto interessante per la doppia voce solista e per l’andamento molto vario del brano. Molto graffiante il riff glam-rock di “Pushed” e ancora la voce maschile e femminile che si intrecciano, su una ottima linea portante chitarristica, ben orchestrata, come praticamente tutti gli assoli del lavoro.
E’ trascinante e diventa uno degli episodi migliori “Lost city’s long lost friend” , seguita dalla orecchiabile “Message to tomorrow” . Un altro brano molto suggestivo, che mi ha ricordato uno dei miei gruppi preferiti, i canadesi Kick Axe, è “The North” che utilizza tecniche di filtro vocale e linee melodiche molto particolari. Si chiude con un brano più grezzo ma riuscito “Why i’m here” che piacerà sicuramente ai molti fans di Hanoi Rocks.
Il primo capitolo di Donna Cannone si chiude qui, ma aspettiamo il secondo perché il livello proposto dai quattro è decisamente elevato.
Voto: 7,5/10
Massimiliano Paluzzi















