Vi giuro, pensavo di averle ascoltate tutte. Ed ecco che arrivano i Drive At Night, progetto musicale messo assieme da due amici svedesi (il cantante/polistrumentista Joachim Nordlund ed il batterista Johan Lindstedt, già noti per il loro operato con Astral Doors e SunStrike) che avendo una comune passione smisurata per le sonorità più platinate e scintillanti degli anni ’80, si producono nello studio personale di Joachim un album che oltre ad essere pesantemente orientato verso l’FM-Rock tutto keyboards & choirs, arriva addirittura a celebrare concettualmente il brillante decennio in questione, con titoli come l’opening “The 80’s Calling” e “The Youth Of Today”, ad esempio. Inutile dire che l’album, ben realizzato, è basato su tutti gli stereotipi del cosiddetto Class Metal/Melodic Hard Rock in maniera talmente sfacciata che… si fa fatica a separare le idee musicali dai testi. Per me questo “Echoes Of An Era” (badate bene al titolo) potrebbe benissimo essere una rappresentazione in foggia di Musical di quella era, che molti “boomers” odierni definiscono a tutt’oggi unica ed irripetibile. Di certo, l’operazione è talmente e classicamente “sfacciata” che se avversate il genere (tanto quanto io avverso gli stereotipi del Power) sarà meglio che ne state alla larga. Diversamente, l’album potrebbe anche piacervi. Ma dovrete comprenderne bene il contesto (specie la localizzazione spazio-temporale in cui i nostri vi vogliono trasportare) e soprattutto aspettarvi un bel po’ di stereotipi ridondanti, forse anche in maniera eccessiva, che potrebbero anche avere l’effetto contrario di considerare un album del genere come un prodotto di serie B. Del resto, se riuscite anche a superare questo scoglio, vi strovere davanti due giovini (dentro) che hanno profuso tutta la loro passione nel creare questa celebrazione ottantiana come e quanto loro stessi hanno voluto. Beh provate a dar loro una possibilità, ripeto, se il genere non vi è ostico.
Voto: 6,5/10
Alessio Secondini Morelli















