Vengono dalla Sardegna, terra prolifica per la musica underground. Hanno appena consegnato al pubblico un eccellente album, intitolato “Punto”. Chitarre distorte e ritmi esagitati si alternano ad atmosfere calde e ritmi più morbidi. I testi sono poesia e intensità pura. Stiamo parlando degli AMESUA, che abbiamo intervistato in esclusiva per Giornale Metal.
Cosa vi ha portato a scrivere pubblicare “Punto”, il vostro nuovo album?
La necessità di capire dove eravamo: con l’ingresso di Luciano alla seconda chitarra abbiamo iniziato a lavorare a canzoni che rappresentassero questa nuova forma. In più ci piace scrivere cose nuove: ci ritroviamo un po’ in Henry Rollins, che sosteneva di trovare stupido continuare per anni e anni con gli stessi brani, rischiando di diventare la cover band di se stessi. Scrivere è percorrere nuove strade.
Che cosa vuol dire nel 2022 proporre un genere ormai consolidato come lo screamo / hardcore / punk? C’è margine per apportare nuove influenze oppure si attinge al materiale già proposto nel genere da band più o meno note?
Ammetto che dopo anni ho iniziato a credere che sia più importante scrivere belle canzoni piuttosto che innovare a tutti i costi, però penso anche che il punk abbia dato dimostrazione di essere un mondo molto aperto e ricettivo, quindi chissà, il prossimo disco si mischierà con il free jazz!
Qual è la frase contenuta nel disco che maggiormente coglie lo spirito del disco e della band e che vorreste consegnare a chi vi legge?
“Nella destra la pistola, nella sinistra il dolore” è una delle frasi che credo rappresenti il disco: c’è la lotta, ci sono le scelte fatte e le conseguenze subite.
Come affrontate il processo compositivo? Si tratta di un lavoro collettivo oppure c’è chi arriva con le idee molto chiare e propone la propria visione?
Solitamente abbiamo due percorsi: con il fatto che improvvisiamo molto prima di fare la scaletta, capita di riuscire ad estrapolare un riff o un pattern di batteria e lavorarlo fino a capire se vale la pena renderlo un brano. Oppure se passa troppo tempo tra una prova e l’altra capita che si abbozzi qualcosa a casa e si elabori insieme agli altri in saletta.
“Punto” è un disco energico ma anche atmosferico. E i testi si sposano bene alla musica. Da dove traete ispirazione per sviluppare i concetti che stanno dietro ai brani?
Per questo disco abbiamo raccolto i testi e notato che avevano lo stesso mood: c’era il conflitto, il bisogno di tracciare un confine, capire le relazioni. Dentro si possono trovare un libro, un videogame e parti delle nostre vite.
Come sono cambiati gli Amesua dalla nascita della band ad oggi? Cosa è rimasto uguale invece?
Siamo cresciuti insieme: io e Enzo suoniamo insieme dal 2007, Simone è arrivato qualche anno dopo. Alessandro è e Luciano sono entrati nel gruppo perché hanno sempre ruotato attorno a noi ed è risultato naturale che suonassimo insieme. Siamo tutti amici da sempre e, soprattutto, abbiamo sempre la stessa scimmia di suonare, come se fossimo ragazzini alla prima esperienza. L’entusiasmo di ritrovarci in saletta è sempre lo stesso e spero si veda nei live.
Ci sono dischi italiani che vorreste consigliarci? Magari menzionando anche dischi sardi, dato che è la vostra terra!
Facciamo i patrioti con i dischi sardi! “13 pezzi” dei Sangue (i nostri coinquilini), “Vol. I” dei Blaze, entrambi usciti da pochissimo. I Second Youth (dove suona anche il nostro Ale) che stanno per andare in tour. Regrowth, che son super giovani e super bravi, Vilma, Sarram, tutte le forme di Diego Pani. In Sardegna ci sono un sacco di realtà fighissime.
Quali consigli volete dare, in veste di band Do It Yourself, per chi volesse promuovere la propria musica il giorno d’oggi?
Suonate, create rapporti sinceri e cercate di divertirvi il più possibile. I social danno una grossa mano nella promozione, dedicando poco tempo al giorno.
Cosa farete ora che “Punto” è uscito e la gente lo sta ascoltando?
Stiamo cercando di organizzare un po’ di date fuori dall’isola per promuoverlo e avere la scusa di vederci tutti insieme, visto che anche abitando nella stessa cittadina facciamo fatica a passare del tempo insieme. Per chiunque volesse darci una mano per le date, può scriverci su FB/Instagram!















