I Lionheart sono a mio avviso quello che sarebbero potuti essere i Biohazard se non si fossero persi via con cose che con la loro musica non ha nulla a che vedere.
Escono con questo “Valley of death” per la Arising Empire che è sotto etichetta, per chi non lo sapesse, di Nuclear Blast.
Ma entriamo nel vivo del loro lavoro uscito pochi mesi fa. “Valley of death è un lavoro corto ma intenso e che ha la stessa gentilezza di una badilata in faccia. Io ci sento tante influenze sia da “Urban Discipline” di “State of world adress” e “Mata Leao”.
MA che sia chiaro la band non copia, fa la sua musica e lo fa bene, manate a destra e sinistra senza tregua e senza sconti. Peccato solo che sia cortissimi come album, siamo a 21 minuti di musica per 10 brani. Più che hardcore ha un modus operandi stile Ramones, non oltre i 3 minuti per canzone.
Riff granitici, stacchi e blastbeat molto interessanti, suono tipicamente costa est, forti rimandi ripeto alla scena HC Newyorchese ed una produzione cristallina ed allo stesso tempo granitica che oltre a dare ottimi risultati porta indietro l’orologio pur avendo cura di non risultare materiale “Vecchio”.
“Burn”,“Before I wake”(Feat Mr.Jet Black) “Rock bottom”(Feat Jesse Barnett), “Born feet first”, “Dragging heaven” e “In my skin” sono le tracce che più di altre mi hanno colpito e che danno il senso delle mie parole. Come sempre ascoltatevelo e decidete le vostre.
In conclusione venti minuti che volano in mezzo ad un turbinio di aggressività e sonorità devastanti. Ottima prova della band che dimostra nuovamente cosa si può fare restando fedeli a se stessi e nel contempo evolvendosi. Sarebbe ottimo in un futuro album più lunghi di venti muniti.
Voto: 8,5/10
Alessandro Schümperlin















