Questa opera prima degli Embryonic Autopsy è nientemeno che un concept album, basato su una storia secondo la quale gli alieni hanno aiutato i Maya e gli Egiziani a sviluppare le proprie tecnologie e culture. Una situazione emersa casualmente per un incidente nel New Mexico che ha permesso agli scienziati di manipolare il dna di queste creature aliene con quello umano, creando ibridi che ora minacciano la terra.
Insieme a questo aspetto lirico, c’è una struttura musicale molto interessante, in ambito brutal-death, animata da personaggi con un solido background metallico come il cantante Tim King, Scott Roberts che suona chitarra e tastiere , oltre a occuparsi della produzione, Arnaud Krakowka alla batteria, line-up che si modificherà per basso e batteria per gli appuntamenti live della band.
La band si è posta lo scopo di riprodurre il suono e la potenza del death anni 90’ e direi che il bersaglio è ampiamente centrato, con la realizzazione di un “Prophecies of the conjoined” assolutamente impattante, anche vario nell’ambito del suo genere.
Tutti gli strumenti sono spinti al massimo, ma la doppia cassa mi sembra l’elemento trainante di questa opera prima, che vede la presenza di ospiti illustri come James Murphy (Death, Obituary, Testament) e di Terrance Hobbs (Suffocation).
Si comincia alla grande con “Regurgitated and reprocessed” che spiega bene quale sarà il seguito di questo album : batteria tirata al massimo, voce cavernosa, chitarra ficcante, tanti cambi di ritmo in un assalto sonoro straordinario ma equilibrato. Tanta potenza, ma non si sfocia nella confusione, anche grazie a una produzione che tende a dare il giusto spazio a tutti gli strumenti e a tutte le fasi armoniche.
Di “Cauterized Womb Impalement” ci sono, curiosamente, due versioni che differiscono di poco, una prodotta da Ulrich Wild, ma si tratta del brano che più si distacca dal mood generale del disco, meno brutal e con una voce leggermente diversa.
Ci sono inserti di chitarra acustica o , comunque, a volumi molto abbassati, come in “Pr.O.T.C”, mentre “Upon the Mayan Throne” ricorda molto un rituale, con passaggi che sono propri di Morbid Angel e Deicide.
“Craving the mutated fetus”, “Splicing the alien gene”, “Telekinetic insemination” “Cannibalized by Octuplets” propongono un brutal death con qualche particolarità, come il coro in “Cannibalized” ma sono tutte suonate a manetta e interpretate in modo devastante.
L’unico timore, ascoltando questo disco, è che si materializzino questi esseri mutati che, alimentati dalla musica, diventino i veri padroni del mondo….
Voto: 7,5/10
Massimiliano Paluzzi















