La release del nuovissimo album solista del mitico Tony Martin è per me e per molti metallari “attempati” un avvenimento di primo pelo nel mondo dell’Hard & Heavy. Nonostante ancora si fatichi qui in Italia a trovarlo nei negozi. Il cantante/songwriter/polistrumentista entrato negli annali della musica per la sua grande tecnica vocale e per la sua impostazione “Epic” (seconda solo a Ronnie James Dio) dopo aver inciso quattro album nei Black Sabbath, per il sottoscritto epocali ma in realtà parecchio sottovalutati (tutti in attesa di una imminente ristampa in remaster, curata da Tony Iommi in persona, che dia loro il giusto tributo internazionale), nonostante le sue prestigiose collaborazioni con i guitar-hero nostrani Dario Mollo ed Aldo Giuntini, non si è mai sbottonato eccessivamente in quanto ad uscite discografiche soliste. Contiamo infatti il bellissimo “Back Where I Belong” ormai risalente al 1992 (una breve pausa dai Sabbath) e “Scream” del 2005. L’album “Thorns” era annunciato da un bel po’ di tempo. E non delude coloro che apprezzarono le doti del singer su (capo)lavori del calibro di “Headless Cross”, “Eternal Idol” e “Tyr”. La dimensione musicale del nostro rimane sempre la stessa, un Hard & Heavy oggi svecchiato da una produzione al passo coi tempi e da una ottima backing band, con qualche interessantissima variazione sul tema. Vedi ad esempio la spettrale ed epica “Book Of Shadows”, la cui struttura è costruita su synth corali, e dove Tony riesce a dare il meglio in quanto a piglio drammatico e recitativo. Oppure il boogie acustico molto catchy di “This Is Your Damnation”. Ad ogni modo, nel consueto registro stilistico dell’Hard & Heavy il nostro riesce sempre a dare il meglio (per quanto la navigata età glielo consenta) su brani dalla scrittura sobria ed elegante quanto giustamente energica. Penso innanzitutto alla opener “As The World Burns”, “Damned By You” e “No Shame At All”, infuocati omaggi ai “suoi” Black Sabbath con tanto di ritmiche metallicamente “Iommish”. Fino alla conclusiva title-track, in bilico tra momenti acustici e Hard di classe. Su tutto domina la sicura e versatile voce di Tony, che si mette in luce mostrando a che punto sia arrivata negli anni la maturità artistica a tutto tondo che lo contraddistingue (songwriting, arrangiamenti e tecnica vocale). Nonostante alcuni momenti leggermente manieristici e ridondanti presenti nel corso dell’album, “Thorns” è promosso a pieni voti. Di sicuro non può esserci Tony Martin in forma più splendida nel 2022. Ai posteri!
Voto: 8,5/10
Alessio Secondini Morelli















