E’ il solo project di Tristan Harders, cantante e chitarrista della band tedesca “Terra Atlantica”, che per l’occasione si cimenta in musicista “tuttofare”, sulla scia del ben piu’ famoso Yngwie Malmsteen.
Su questo “Drifting Into Insanity” troviamo Tristan in veste di cantante, chitarrista, bassista, tastierista, “drum programming” (presumo che tutte le parti di batteria non siano acustiche, ma “artificiali”), produttore; inoltre si e’ occupato personalmente del mix e del mastering, con risultati piu’ che “discutibili”.
Il disco e’ un conglomerato di symphonic-power metal, a tratti neo-classico, che non fa altro che scopiazzare i maestri del genere, senza alcun valore aggiunto.
Nel brano “The end” si scimmiottano i Rhapsody of fire di “Emerald sword”, visto che la parte finale del “refrain” e’ pressoche’ identica all’originale.
“Rise against the tiranny” e’ un incrocio tra R.o.f. e Gamma Ray, con tanto di “fanfara” a farla da padrone; spettri dei Gamma Ray piu’ “scanzonati” (quelli di “Send me a sign” per intentendersi) in “Open the gates” e “Halls of glory”, con quest’ultima molto, ma molto simile (quasi fotocopiata) al brano dei tedeschi sopracitato tra le parentesi.
Altro mezzo plagio e’ la traccia “Quest into the mountains of steel”, che fa il verso a “Glory to the brave” degli Hammerfall, riproponendo la stessa melodia seppur con tempi piu’ veloci; nel ritornello invece si clonano i Rhapsody of fire in una sorta di medley tra “Triumph for my magic steel” (anche per la “risonanza” del titolo) e “Power of the dragonflame”.
Con “When fairytales are gone” riescono nell’ arduo compito di plagiare i Gamma Ray che coverizzano il brano “It’s a sin” dei Pet Shop boys: ergo viene scopiazzata la pop-band, prendono “due al prezzo di uno” !!
Unica traccia che si salva dal naufragio generale e’ “Save me from insanity”, anche grazie alla presenza del buon Tomi Fooler degli Skeletoon che si alterna dietro al microfono: troppo poco per risollevare il mio giudizio su questo disco.
Dal punto di vista del song-writing, delle idee, questo album e’ “imbarazzante”-mi dispiace dirlo, ma e’ cosi’-; il disco e’ tutto un copia e incolla di quanto “gia’ fatto” dalle band sopracitate (R.o.f., Gamma Ray, ecc..), la voce di Tristan e’ “inadeguata” (e sono bravo a definirla tale), la produzione “scarsina”e l’unica nota positiva e’ l’artwork della copertina (che a pelle, ispirava che fosse un bel disco…)
Voto: 4,5/10
Stefano Gazzola















