Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?
Chiara: “Transcendence” è un disco che raccoglie canzoni power metal melodiche caratterizzate da melodie accattivanti, potenti parti orchestrali, assoli di tastiera con diversi virtuosismi e maestosi cori. Il tutto condito da un’atmosfera “goticheggiante” parecchio caratteristica e da parti vocali molto varie con influenze dal pop, dal rock e dall’opera.
Come è nata la vostra band e quali sono le vostre origini?
D: L’idea dei RavenWord nasce nel 2007 quando ho iniziato a comporre i primi brani; dopo la fase di assestamento iniziale abbiamo prodotto la prima demo nel 2011 con la prima formazione. Tra il 2012 e il 2013 abbiamo avuto un cambio di line-up importante e abbiamo iniziato a fare diversi concerti progettando anche l’incisione del disco vero e proprio. Verso la fine del 2014 abbiamo deciso di mettere la band in stand-by per dedicarci ad altri progetti paralleli. Dal 2016 ho iniziato a ripensare alla realizzazione del disco, che è stato a tutti gli effetti portato a compimento recentemente.
Come è nato invece il nome della band?
D: Il nome della band prende spunto dal romanzo “The Raven” di E.A. Poe e il richiamo alle sue opere risale alle origini del progetto; volevamo creare della musica che richiamasse sonorità sinfoniche e un pò “gothicheggianti”, e quale poeta migliore di Poe per prendere ispirazione?
Ci sono delle tematiche particolari che trattate nei vostri testi o vi ispirate alla quotidianità in genere? Che peso hanno di conseguenza i testi nella vostra musica?
Chiara: Mi sono occupata io della scrittura dei testi… o meglio: della ri-scrittura dei testi. Infatti questi erano precedentemente diversi (le versioni erano quelle che cantavo nei concerti che abbiamo fatto con i RavenWord qualche anno fa, per intenderci), ma quando Davide mi ha contatta per registrare il disco abbiamo pensato che fosse una buona idea riscriverli in modo che mi rispecchiassero di più e che anche l’interpretazione risultasse più personale per me. Diciamo che le tematiche sono molto varie (e con tutte queste canzoni ho avuto certamente modo di parlare di tanti argomenti diversi, ahah!). Ci sono pezzi più introspettivi come “Purity” che parla di come crescere comporti il dover affrontare il fatto che la vita a volte possa essere difficile, che la realtà ci metta di fronte a delle scelte importanti o emozioni poco piacevoli e che non tutte le persone che incontriamo sul nostro cammino siano effettivamente buone o con buone intenzioni nei nostri confronti… e che a volte si deve gestire tutto questo carico di emozioni tutto insieme. Così anche “The distance”, “Crimson Lake” che tratta di come a volte sia quasi impossibile tenersi alla larga dai famosi “circoli viziosi” e “Life is in your hands” che ha invece un messaggio molto positivo di “carpe diem”, così come “No More”. Ci sono poi canzoni che trattano il tema dell’amore (ma sempre in chiave introspettiva e profonda, direi) come “Bleeding Moon”, “Lullaby of the last petal” e “The Swansong”, tutte con sfaccettature molto molto diverse. Infine ci sono tracce che, al passo della musica, sono parecchio gotiche come atmosfera e i loro testi sono quasi horror, come “Blue Roses”, “The Queen of Darkness” e “Dylan”, che è ispirata al famoso fumetto italiano “Dylan Dog”.
Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album?
D: Personalmente reputo un grande punto di forza il ritorno alle sonorità del primo metal Finlandese dei Nightwish e dei Sonata Arctica, negli anni in cui queste band muovevano i loro primi passi; sono certo che i fan di queste band apprezzeranno molto il nostro sound, che può essere definito un mix di queste due grandi band.
Come nasce un vostro pezzo?
D: In primo luogo compongo in pianoforte quella che può essere definita come la prima versione del brano; in secondo luogo decido se data la musica scritta e l’idea del brano che h in mente, questo sarà una ballad oppure un brano più “cattivo” e da questo punto di partenza scrivo gli arrangiamenti, le orchestrazioni e talvolta anche le linee melodiche vocali.
Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?
D: Essendo i primissimi brani da me composti quando ho iniziato a scrivere questo genere di musica, personalmente sono legato un po’ a tutti i brani, sia a livello emotivo che tecnico, in quanto proprio con questi brani ho iniziato a sviluppare la mia tecnica e ad esprimere le mie emozioni; la mia predilezione particolare va a “Lullaby Of The Last Petal”, una delle ultime ballad piano e voce che ho scritto nel 2014.
C: “Purity”, “The Distance” e “No More” per le tematiche trattate nei testi, e “Bleeding Moon”, perché ritengo che sia davvero una ballad stupenda.
Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?
D: Le ispirazioni maggiori sono state certamente Sonata Arctica, Nightwish, Stratovarius, Rhapsody Of Fire e Within Temptation.
Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live?
D: Per il momento siamo orgogliosi di questo risultato: realizzare un buon disco era quello che volevamo fare da tanti anni!! Al momento non abbiamo in programma eventi live in quanto ognuno dei componenti è impegnato attivamente con altri progetti personali, ma in futuro non si sa mai.
E’ in programma l’uscita di un album dal vivo o magari di un DVD?
D: Al momento no.
Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?
D: In quanto progetto da studio, Internet è per noi un ottimo canale mediatico per ottenere visibilità; e a prescindere ormai Internet è il primo canale su cui puntare a livello di band. I live vengono dopo il riscontro iniziale coi fan. Diciamo che rispetto al passato oggi è tutto rovesciato.
Il genere che suonate quanto valorizza il vostro talento di musicisti?
D: Credo che questi brani mettano in risalto le capacità di ciascuno di noi, anche per questo ne sono molto soddisfatto: sono brani tecnici ma anche piacevoli da ascoltare.
C’è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?
D: Mikko Harkin, primo tastierista dei Sonata Arctica e fonte di ispirazione per me come tastierista.
Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?
D: Transcendence simboleggia letteralmente il voler “andare oltre”, ovvero non soffermarsi sulla nostra prima percezione della realtà, ma ricercarne sempre un significato celato più profondo.
Maurizio Mazzarella















