Si tratta della ri-ristampa di un disco di fine anni 80 e, a differenza di altri, il peso dell’età è molto evidente sia per quello che riguarda i suoni che per l’impianto musicale.
La musica del gruppo svedese è catalogabile nel pre-aor degli anni 80, quel genere che fu portato avanti da gruppi oggi sconosciuti ai più come gli inglesi Gaskin o gli scozzesi Heavy Pettin’ che, partendo dalla nwobhm stavano cercando la melodia, innestandola sulle tipiche sonorità protometal di quegli anni, e che approderà, dopo varie levigature, all’aor che oggi conosciamo.
La musica di Mindless Sinner, che all’epoca furono considerati precursori dei molto più famosi e conterranei Europe, è dunque un heavy rock melodico, con il tipico suono di basso e chitarre comunque vive che sottolineano i vari brani. In questa ennesima ristampa del disco originariamente uscito nel 1989 c’è la chicca del demo di tre anni prima, ovvero 1986, che presenta i brani, o meglio alcuni di essi, nella loro forma ancora più grezza.
E’ interessante quindi constatare come i pezzi siano sostanzialmente li stessi e l’unico che dimostra una sua evoluzione in positivo è “Reflections of fantasia” che nella versione finale si giova dell’inserimento di tastiere synth che conferiscono alla struttura del demo quella marcia in più che ne fanno forse l’episodio migliore. Proprio la presenza di questo tipo di tastiere proiettavano in quel momento il gruppo verso il futuro, che non sarà comunque particolarmente aureo per loro.
Per il resto sembra di fare un tuffo all’indietro con brani come “End of the road” che propone i classici riff anni 80, sia pure con la presenza di un riconoscibile coro melodico, oppure gli arpeggi tipici dell’epoca di “Heaven will know”. Le intuizioni che saranno sviluppate poi nel party-metal di vari gruppi si sentono in “Rockin’ in the heat of the night” o nella dinamica “Hold on”. Molto bella la title-track “Missin’ pieces” che è in linea con il resto della produzione di Mindless Sinner e la ballata “Dream of a dream” con un cantato drammatico e le chitarre arpeggiate a dare quel tocco retrò molto bello. “Caught in the action” e “Stranger” concludono l’opera senza aggiungere elementi nuovi a un disco che per l’epoca sarà sicuramente stato un prodotto di punta ma che oggi ha sostanzialmente il potere di evocare nostalgia in quelle persone che hanno vissuto “in diretta” quei momenti.
I Mindless Sinner hanno ristampato questo disco in tiratura limitata a 300 copie. Recentemente gli svedesi sono tornati sulle scene con due nuovi album : “The New Messiah” del 2015 e “Poltergeist” del 2020 dove si sono evoluti in un suono decisamente più moderno.
Voto: 6,5/10
Massimiliano Paluzzi















