“Perché dovremmo guardare al passato per prepararci al futuro? Perché non c’è nessun altro posto in cui cercare”. James Burke
L’inizio di un viaggio di ricerca mistica e criptica è il disco che arriva oggi negli uffici di GiornaleMetal, la band in questione sono i XXII ARCANA che escono in questo fine 2021 con il pregevole “Atto Primo 0-IIII” edito per Wine and Fog Productions. La band mette in musica la sua personale visione delle prime 5 carte dei Tarocchi e quindi abbiamo: “Il Matto”, “il Bagatto”, “La Papessa”, “L’Imperatrice” (forse il miglior pezzo del disco) e “L’Imperatore”. La numerazione con il numero quarto che viene rappresentato in modo differente dalla numerazione classica romana porta il concetto di “diverso” nella “sequenza” numerica…concependo il 4° come evoluzione di un cammino di “ricerca” o di “flusso di pensiero”.
Tralasciando per un attimo il discorso puramente concettuale del disco (che approfondiremo lungo l’intervista al quartetto), parliamo della proposta musicale del disco.
La forma espressiva attraverso la quale i XXII Arcana materializzano le proprie idee è un black metal di matrice “old-school” (periodo anni ‘90), non tanto per i temi trattati, ma per le linee guida e gli standard musicali che la band ha adottato. Passiamo dalla batteria di matrice black-death metal, con abbondante uso di blast beat, a velocissimi passaggi in doppia cassa su tempi metronomici elevatissimi, alle chitarre con riffing molto “crudi” e di chiara reminiscenza Black Norvegese. Ottimo il lavoro delle tastiere che fungono da collante strutturale nelle parti più di ambiente con grandi tappeti e da “faro” scintillante nella buia notte con gli intermezzi e gli arpeggi a pianoforte. Il basso un po’ indietro nel mix non riesce a tratti a supportare a dovere le ottime nervossissime parti di batteria. La voce a tratti filtrata aumenta il messaggio psicomagico che i nostri cercano di contestualizzare in ambito puramente Metal.
Interessante quindi la tematica che allontana la band dalla solita proposta prettamente black metal legata a criticità religiose (che spesso non sono supportate da un’adeguata preparazione culturale), pregevole l’aspetto tecnico che da modo ai nostri di strutturare le loro idee senza difficoltà, facendo fluire il loro personale messaggio con la giusta dinamica.
Unica note dolente è la produzione di questo primo EP della band, per due ragioni che andremo ad approfondire nell’intervista concessa a GiornaleMetal. La prima è una scelta di carattere stilistico…chiaramente nei momenti più “estremi” il disco ricalca il sound black/death degli anni ‘90 e questo porta le sonorità a un livello più “grezzo” di ciò che oggigiorno ci si aspetterebbe da un prodotto discografico. La seconda è un mix che porta molto avanti in alcuni tratti le batterie a discapito delle chitarre, che avendo un suono molto scavato sulle medie, a tratti si perdono nel mix, coperte dalle medio-alte della voce. Stesso discorso del basso che essendo molto “asciutto” viene inviluppato dalla batteria che come dicevamo poc’anzi è molto se non troppo avanti. Il Master finale non fa altro che amplificare questi scompensi di mixing e scelte dei suoni in fase di ripresa.
Tant’è che su un impianto audio normale saltano quasi subito all’orecchio questi piccoli problemi, mentre sul supporto digitale il tutto viene compensato dal fatto che il file è schiacciato e compresso per l’ascolto in “streaming”.
In definitiva la band con questo Atto Primo 0-IIII ci convince e getta le basi per i prossimi lavori. Se sapranno aumentare ulteriormente il livello di songwriting (partendo da una già ottima base come questo Atto Primo) e si focalizzeranno con più attenzione e risorse alla Produzione, sono sicuro che non mancheranno di sorprenderci in un prossimo futuro questi XXII Arcana.
“Il cambiamento è la legge della vita. E quelli che guardano solo al passato o al presente di certo si perderanno il futuro.” John Fitzgerald Kennedy
Voto: 7,5/10
John Sanchez
















