I Lords of Altamont sono al loro settimo capitolo e, per chi non li conoscesse, si sono formati nel lontano 1999 ed il loro appeal partito dalle radici del punk rock più aggressivo si sono pian piano trasformate in un polveroso, ma più raffinato, hard rock dalle poderose tinte psichedeliche. Il lavoro è uscito lo scorso 9 luglio in tre formati: cd, vinile e digitale.
Ma entriamo nel merito di questo loro, già definito, settimo capitolo:”Tune in turn on eletrify”, lavoro che seppur grezzo, polveroso e particolarmente lisercico risulta ottimamente gestito a livello di suoni, produzione, post produzione e gestione dei componimenti. Nuovamente di fronte al concetto che “less is more” e che a volte seppur si possano percorrere strade già percorse da altri, si trovano delle dinamiche assolutamente personali e se vogliamo “inesplorate” sotto un certo aspetto. Il composto è in linea con l’hard rock e certa psichedelia anni settanta, batteria minimale ma accattivante. I piatti per fortuna non invasivi per la parte delle code. Basso bello intenso e movimentato al punto giusto. Chitarre molto ben curate, pur mantenendo un certo livello di “grezzosità” e di rabbia; hammond presente ma da contorno in più brani. Voce al vetriolo che mette il fiocco ad un lavoro ben ragionato e composto bene. Per quello che riguarda mix e master direi che la band si è affidata a professionisti sotto ogni aspetto. Capacità particolarmente funzionali sia sotto l’aspetto della miscelazione dei suoni che della post produzione. Di fatto abbiamo tra le mani un lavoro che in tutto e per tutto è in pieno sapore psichedelico, senza dover per forza esser registrato in modo approssimato o “vecchio”. Ma abbiamo il feeling pur avendo di fatto un risultato moderno ed apprezzabilissimo.
“Blast for Kicksville”, “Levitation mind”, “Mud(wet brain)”, “Milion watts leave(this world alive)” e “Soul in flames” sono i brani che ritengo possano darvi il senso delle mie parole. Fermo restando che come sempre vi invito a far vostro il lavoro e decidere le vostre canzoni preferite. A conclusione di questa mia debbo dire che il lavoro oltre a presentarsi bene risulta parecchio accattivante e con i numeri per risultare un lavoro oltremodo godibile e certamente potrebbe funzionare bene come colonna sonora di un viaggio estivo.
Consigliato vivamente per gli appassionati del genere e per tutti coloro che amano la buona musica fatta con tutti i crismi.
Voto: 7.5/10
Alessandro Schümperlin















