Il progetti “Ison” è figlio di Daniel Änghede che “ritorna” alla sua creatura a distanza di due anni dall’ultimo lavoro con questo moniker. Per chi non sapesse chi è Daniel vi dico solo: ex-Crippled Black Phoenix, Hearts Of Black Science e Draconian.
La radice doom si sente e molto bene, ma in questo caso le scelte sonore vanno oltre il mero doom. Abbiamo situazioni che portano l’ascoltatore in ambiti atmosferici, e suoni liquidi e che prendono “parecchio spazio” nelle orecchie dell’ascoltatore.
Di “Aurora”, rispetto ai suoi lavori pregressi, notiamo la lunga lista di musicisti che compaiono in tutto l’album. La particolarità resta nel fatto che seppur di otto tracce abbiamo di fatto otto differenti cantanti, va detto che il risultato è oltremodo omogeneo e compatto. Inoltre troviamo anche membri dei Katatonia, per le linee di basso aggiuntive, e dei Venus Principle ed ex compagno di band nei Cripple black phoenix per i synth(che per altro sono predominanti in questo album), in termini squisitamente di genere del suono troviamo rock, shoegaze ambient e quello che alcuni chiamano space music.
Post produzione molto interessante, anche se non perfetta per una band che ha diversi lavori già editi, dato che seppur i synth sono al centro dell’attenzione con il “supporto” vocale a dare l’intenzione della “spazzialità” sonora, il resto degli strumenti rimangono troppo in ombra. Forse la batteria spicca un pochino di più, ma servirebbe un minimo in più di “livelli” riguardati per poter fare un lavoro di livello superiore.
In aggiunta a quanto detto sopra forse avrei limitato la sistematica formula di “intro con un vocale leggermente deformato a mò di tv/radio” non sarebbe stato male. Più che altro perché pare, se non si sta attenti, che sia la stessa persona che dice pressoché le stesse cose ma così non è.
Resta inteso che la mia disamina potrebbe essere “nulla” se l’intento di Daniel era quello di far sembrare tutto un pochino più “indietro” e “rustico” per gli strumenti standard ed avere un lavoro più centrato sulle voci e sui synth.
Come sempre sono a segnalarvi quelle che sono le tracce che mi hanno colpito e vi direi senza ombra di dubbio “Waves” con Cammie Gilbert, “Retrograde” con Carline Van Roos la titletrack “Aurora” con Lisa Cuthbert e “Penumbra” con Circle wind come guest. Vi invito ad ascoltare questo lavoro e a decidere le vostre stracce preferite.
In definitiva, per quello che è “Aurora” posso affermare che risulta un viaggio avvincente e lungo. Di certo poteva esserci una “finitura” differente e di conseguenza un risultato più avvincente, ma resta in ogni caso un buon lavoro ed una prova artistica di livello.
Voto: 7/10
Alessandro Schümperlin















