In questo lavoro troviamo un duo interessante, chitarra e basso, coadiuvato da un session vocalist molto abile. La proposta che questa band propone è un death metal particolarmente articolato e con delle svisate sia nel black metal e di alcune scelte manieristiche, principalmente nella sessione chitarristica; ma andiamo per gradi per quello che riguarda il tema del concept.
Il lavoro che raggiunge quasi i trenta minuti di musica è diviso in quattro capitoli che ruotano intorno alla condizione umana e a come reagisce ad alcune situazioni quali la paura per morte, la disperazione, la rabbia per esse stati traditi e una forma di salvezza.
Strutture molto interessanti, articolate e ben suonate, la batteria desumo sia scritta in formato digitale, ma per la velocità che trasmette e per il blastbeat proposto direi che non sarebbe potuta esser differente se suonata da essere umano. Unica cosa forse avrei optato per altre risoluzioni sonore per il risultato della batteria sintetica.
Basso molto presente, ma non eccessivamente percepibile. Anche in questo caso avrei scelto delle risoluzioni leggermente differenti come post produzione. E in un secondo ascolto si nota che alcune linee sono composte potevano essere gestite in modo più particolare.
La chitarra ottima, sia nelle parti veloci che in quelle più rallentate. Vi si trovano anche dei soli interessanti e di altissimo livello.
Inoltre vi sono delle orchestrazioni che riempiono e danno maggior pathos alle tracce.
Ultima ma non ultima la scelta vocale che passa da un growl estremamaente gutturale e profondo, passando ad un cantato sporco quasi scream fino al pulito di altissima qualità.
Se volete delle influenze direi: Draconian, Behemoth, Katatonia, Emperor e Dimmu Borgir.
Con “Metamorphosis”, i The Circle hanno fatto un lavoro di buonissima qualità. Da un lato dispiace che ci siamo sopo quattro brani e poco meno di una mezz’ora; dall’altra questi quattro capitoli sono dimostrazione che la band può fare grandi passi nel metal. Unico consiglio che mi viene da dargli è di ridurre il manierismo sui soli di chitarra e dare più attenzione alle linee di basso.
Per il resto… se vi piace il materiale estremo, ma non troppo, con orchestrazioni azzeccate e melodie accattivanti questo è un lavoro per voi.
Voto: 7/10
Alessandro Schümperlin















