I tedeschi Motorjesus escono in questi giorni con il loro settimo album “Hellbreaker”, e non scherzano minimamente. I nostri hanno una lunga attività alle spalle, sono una band perfettamente skillata soprattutto in sede live, e ci propongono ancora una volta il loro muscolare Rock dall’attitudine trascinante e sporca, fortemente caratterizzato dai suoni dell’Heavy Metal. L’amore per la velocità del quintetto viene simboleggiato dal logo, che pare il marchio di una scuderia di auto da corsa. I nostri macinano riff tritasassi su ritmi agitatissimi e (spesso) veloci a tavoletta, e il vocione sleazy di Mr. Chris “Howling” Birx fa il resto con disinvoltura. I nostri hanno recepito la lezione di AC/DC Motorhead Judas Priest e compagnia pesante, ed arricchiscono la loro proposta musicale con la giusta attitudine stradaiola ed una pesantezza sonora raggiunta anche grazie all’ottima produzione curata dal mitico Dan Swano degli Edge Of Sanity nei suoi Unisound Studios. Lungo i 3/4 d’ora dell’album pare veramente di sentir ruggire il diavolone presente in copertina (l’artwork tra l’altro è davvero ottimo!) L’atteggiamento schietto e senza fronzoli che traspare dalla musica dei Motorjesus vince ancora su tutto, anche tenuto conto che i nostri hanno lavorato al nuovo album in piena era di pandemia, proprio mentre erano costretti a smettere di suonare live. E’ molto probabile che l’assalto sonoro proposto dalla band (recentemente divenuta quintetto con l’annessione del chitarrista Patrick Wassenberg) abbia trovato la giusta “carburazione” da questo periodo non felice della storia del mondo. Ad ogni modo, ci troviamo ad ascoltare un album pesantissimo, ma con la giusta attitudine Rockeggiante. Suonatelo a volume spiegato e a rotta di cuffia (nel senso, rompete le cuffie e mettete a palla gli altoparlanti), ne vale veramente la pena.
Voto: 8/10
Alessio Secondini Morelli















