Cambio di direzione per gli Ice War del polistrumentista canadese Jo “Steel” Capitalicide, che dopo aver parzialmente esplorato lidi musicali consoni allo Speed/Thrash con il precedente “Defender, Destroyer” ci propone, con il quinto album della sua creatura musicale, una decisa sferzata verso l’Epic Metal. L’album, relativamente breve, è caratterizzato da composizioni a volte cadenzate, parzialmente ai limiti del Doom, oppure costruite su mid-tempo rocciosissimi. Lo stile di cantato, poi, non lascia dubbio alcuno. Il nostro si esprime ora con quei tipici immaginari musicali epicheggianti di stretta derivazione Manilla Road/Cirith Ungol (attualmente riportati in auge anche da band come gli Smoulder e gli Eternal Champion). L’operazione “commemorativa” di certe sonorità non risparmia neppure la produzione, leggermente grezza e tanto “viscerale” di suo. Possiamo dire dalla nostra che la piacevole impronta “retrò” che traspare da “Sacred Land” affascina abbastanza, nonostante un’esecuzione non ottimale delle lead vocals. Ad ogni modo, si presenta come un disco potenzialmente “di culto”, destinato per l’appunto ad un pubblico settoriale di amanti del genere. Una piccola nota esclusivamente grafica: su un’illustrazione di copertina in uno stile abbastanza Manilla Road, il consueto mega-logo iper-cromato con effetti di grafica 3D risulta alquanto pacchiano. Non è che si può far qualcosa?
Voto: 6,5/10
Alessio Secondini Morelli















