Clive Nolan dovrebbe essere un nome molto noto a tutti i Prog-maniac a livello internazionale. Il tastierista/songwriter inglese ha difatti legato il suo nome ad alcune delle più note e longeve realtà del Prog, vale a dire: Pendragon, Shadowland, Ayreon, Arena… e soprattutto, alla sua attività da solista. Questo che ci accingiamo ad esaminare è il terzo solo-album prodotto. Ed è qualcosa di straordinario. Il nostro non mostra solamente una cultura musicale vasta e ferrea, ma possiede indubbiamente anche le doti per far realmente “progredire” il cosiddetto Progressive Rock. “Song Of The Wildlands” è un album fortemente sinfonico, epico, con un forte impatto narrativo ed immaginifico. E pare sia stato concepito da Nolan come parte del suo “Viking Project”, mirato a narrare i più grandi poemi epici della tradizione Norrena. Ebbene, la storia narrata lungo tutto questo sontuoso album è nientemeno che la saga del leggendario eroe Beowulf. Nolan impiega parecchi ospiti piuttosto blasonati, intrecciando voci cantate e narrazioni (le quali non sono assolutamente da contorno, apparendo anzi come elemento piuttosto consistente e catartico dell’opera, ugualmente ai cantati), impiega forti e penetranti arrangiamenti di orchestra e coro classico assieme ad arrangiamenti “score” ed incursioni nell’elemento musicale etnico tipicamente norreno, amalgamando e cesellando il tutto quanto basta con la strumentazione elettrica e le percussioni. Il tutto appare compositivamente adulto, perfettamente compiuto e narrativamente comparabile ad un’opera cinematografica colossal. Un’opera del genere, lo dico sinceramente, molto difficilmente sarebbe stata concepibile nel cosiddetto “decennio aureo” del Progressive Rock (i ’70s insomma). Clive Nolan possiede insomma i mezzi materiali, tecnici e concettuali per creare un concept-album realmente “Progressivo”, con buona pace dei soliti, saccenti ed altezzosi puzza-al-naso “non esiste nulla al giorno di oggi di minimamente paragonabile ai ’70”. Per ragioni narrative, invece, un’opera come “Song Of The Wildlands” è portata a trascendere i generi musicali, sia pur tra questi lo “storico”, “ampolloso” Progressive Rock dei “bei tempi che furono” (e che non torneranno più). Per far questo, certamente bisogna aver fatto tesoro della cosiddetta Tradizione. E poi, si deve avere le giuste capacità per trasporre detta Tradizione al presente, aggiornandola e creando un’opera eccelsa, senza tempo. Beh Nolan ci è riuscito. Anche in virtù del grandissimo interesse che un’opera epica come il Beowulf può esercitare sul pubblico culturalmente più attento. Forse un album del genere potrebbe, con il tempo, trovare spazio nelle preferenze di certo pubblico proprio accanto a “The Myths And Legends Of King Arthur And The Knights Of The Round Table” di Rick Wakeman. Personalmente, tornando agli ascoltatori abituali che seguono le nostre pagine, faccio un invito ai fans del Power Metal: tralasciate un attimo l’ascolto dei soliti Power Metal albums tutti uguali e tutti stantii e ripetitivi, e rifatevi le orecchie (e l’animo) con qualcosa di realmente Epico e sontuoso, come “Song Of The Wildlands” di Clive Nolan. Non ve ne pentirete! L’album è attualmente in pre-order sul sito della Crime Records. L’uscita prevista è per il 14 maggio.
Voto: 9,5/10
Alessio Secondini Morelli















