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Souls Of Diotima, Giorgio Pinna: “Ciò che noi cerchiamo di fare è una musica sincera”

Souls Of Diotima, Giorgio Pinna: “Ciò che noi cerchiamo di fare è una musica sincera”

"Siamo riusciti a realizzare quello che avevamo in mente, abbiamo notato che la gente ed i nostri fans stanno rispondendo in maniera molto positiva, questo vuol dire che al di là dei gusti, abbiamo fatto un ottimo lavoro."

Ragazzi benvenuti su Giornale Metal !

Grazie mille.

E’ fresco di pubblicazione il vostro nuovo lavoro “Janas”. Siete soddisfatti del risultato? Devo dire che è un gran bel lavoro…

Si, pienamente soddisfatti. Siamo riusciti a realizzare quello che avevamo in mente, abbiamo notato che la gente ed i nostri fans stanno rispondendo in maniera molto positiva, questo vuol dire che al di là dei gusti, abbiamo fatto un ottimo lavoro.

E’ vero che “Janas”, il titolo del disco richiama alle fate nella tradizione sarda? Un omaggio doveroso alla vostra terra…

In realtà pensiamo che non sia qualcosa di doveroso, anche perchè sinceramente la nostra terra fino ad ora, a livello artistico, non ci ha restituito più di tanto, ma è qualcosa che ci è nato molto spontaneamente, comporre due album dedicati alle nostre radici e riportare questo anche a livello sonoro. Per tornare al titolo, si, le Janas sono delle fate che fanno parte della nostra tradizione, delle piccole figure, dall’aspetto angelico, generalmente molto belle, ma che in realtà si rivelavano essere malefiche, quasi delle streghe, che adoravano nelle notti di luna piena, saccheggiare, uccidere, con il solo scopo di accumulare ricchezze, che custodivano gelosamente nelle loro grotte, le “domus de Janas” tutt’ora visibili in più parti della Sardegna. Questa è una figura che ci ha sempre incuriosito ed affascinato, motivo per cui l’abbiamo anche voluta rappresentare in quel modo sulla copertina dell’album.

Ritornando alla precedente domanda: è veramente bello vedere band che con la loro musica cercando di omaggiare le tradizioni del loro paese. Siete molto fieri delle vostre origini? Com’è la scena Metal in Sardegna?

Ciò che noi cerchiamo di fare è una musica sincera, ossia di non essere la copia di qualcun altro, quindi, va da sé che nella nostra musica, mettiamo ciò che siamo e da dove veniamo. L’intento è quello di creare quelle sensazioni, immagini, atmosfere nelle quali siamo nati, ma come dicevo è qualcosa che nasce molto spontaneamente. Ovviamente siamo molto orgogliosi delle nostre origini, ognuno dovrebbe esserlo, anche se si tratta di una terra con molto problemi, sociali, politici e culturali, ma questa è un’altra questione. Non penso che in Sardegna si possa parlare di scena metal, non ci sono i numeri, anche se in realtà non siamo molto aggiornati su questo, parliamo della nostra terra, ma il nostro sguardo è sempre puntato verso l’estero. Quello che ti posso dire è che nei primi anni 2000, quando abbiamo iniziato noi, c’era un maggiore fermento che con il tempo si è spento, un po’ perchè molte band non hanno avuto il coraggio o la capacità di fare i passi successivi, sia per un’amministrazione regionale che non ha mai valorizzato la cultura musicale a 360 gradi.

Il vostro sound è veramente eterogeneo nel senso che parte dal Metal ma poi ingloba sonorità che spaziano dalla dance a certa musica anni ’80. Mi date conferma di quello che penso? Avete delle influenze musicali che hanno segnato il vostro percorso come musicisti?

Si confermo pienamente. Non ci sentiamo incasellati in un particolare genere, quando componiamo facciamo tutto in maniera molto spontanea senza voler stare per forza dentro certi canoni, ovviamente portando avanti quelle che sono le nostre principali caratteristiche compositive ed il nostro sound, ovvio. Siamo certamente influenzati dalla musica anni ’80, e non parlo necessariamente di solo metal, da quelle melodie e linee vocali che sin da ragazzini abbiamo ascoltato, tutto miscelato, come gia detto, con sonorità della nostra terra. Siamo figli degli anni ’80, quindi c’è una discreta presenza nei nostri brani di quel mondo, anche se abbiamo sempre cercato di portare avanti una nostra originalità, il nostro principale intento infatti è quello di risultare riconoscibili sin dal primo ascolto.

Come vi state trovando con tutta questa situazione legate al Covid-19 ? E’ abbastanza surreale far uscire un disco (e non siete gli unici) in un momento storico in cui non si può promuovere con i live o nella vecchia maniera…

In questo periodo non siamo mai stati fermi, molto impegnati con l’uscita dell’album e lo siamo tutt’ora e stiamo già lavorando a nuovi brani, ma ovviamente, in attesa , come tutti , di poter tornare in tour che speriamo possa ripartire nel 2022, sicuramente il palco e il contatto con i nostri fans ci manca molto, ma siamo molto fiduciosi che questo possa ripartire presto.

Ho letto che non avete progetti paralleli e vi dedicate alla band al 100 % e questo vi rende onore. Come vi vedete da qui a 5-10 anni?  So che è  una domanda un po’ difficile…

Si è vero, dedichiamo il 100% delle nostre energie solo sui Souls of Diotima, è una nostra politica gestionale, pensiamo che chi porta avanti più progetti finisca sempre per trascurare qualcosa e di creare poi problemi all’interno della band principale. Abbiamo una concezione di band un po’ classica se vogliamo, e ne siamo molto orgogliosi. Per avere risultati concreti in questo campo bisogna seguire certe regole e lavorare duro, la nostra band è sia una famiglia che una società ma prima di tutto una famiglia, i progetti già per definizione di essere dei progetti sono destinati a fallire nel tempo. Da qui a 10 anni, avremo ovviamente altri album e tour alle spalle, ma l’immagine che ho di noi tra un decennio è ovviamente sul palco, l’ambiente naturale di ogni band degna di questo nome.

Vi ringrazio per la disponibilità, vi lascio con un saluto ai nostri lettori!

Grazie a voi per lo spazio.

Tags: Rockshots recordsSouls Of Diotima
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