Diciamolo subito: con il loro decimo album “Omega” gli Epica non fanno gridare al miracolo. Effettivamente gli olandesi non si discostano dai canoni del Symphonic Metal propriamente detto. Ciò nonostante, possiamo affermare che il livello della musica dei nostri, all’interno dei confini angusti della scena Symphonic Metal è spaventosamente alto. Possiamo apprezzare difatti i drammatici arrangiamenti sinfonici finemente prodotti, oltre al massivo utilizzo di cori classici altrettanto ben arrangiati su ogni brano presente. Di per contro, in ben 70 minuti di album non tutte le composizioni risultano essere epocali. Non parlo di qualità compositiva, che si attesta come dicevo a livelli abbastanza buoni per gli standard del genere, quanto del fatto che spesso gli stilemi del genere diventano stereotipi. Non ci si può far nulla, quando si sceglie di “appartenere” ad un certo filone musicale bisogna anche fronteggiare questo fatto. Oltretutto la singer Simone Simons è ben preparata, espressiva e dotata di voce bella… ma non differente da quella di molte “female singer” presenti in varie altre bands similari. Così come non è una novità l’effetto “beauty and the beast vocals”, giocato in maniera massiva in quest’album con i botta e risposta tra Simone e le “harsh vocals” dei due chitarristi Mark Jansen e Ariën van Weesenbeek. Cosa dire? Gli Epica il loro pubblico internazionale se lo sono conquistati in quasi 20 anni sulle scene. E di sicuro l’album piacerà ai loro fans, così come ai maniaci del sinfonico. Il dubbio è: dovesse “passare di moda” il genere, gli Epica saranno altrettanto capaci di mantenere i propri followers? E’ uno dei grandi dilemmi che si ripresenta ogni volta che sussiste un cambiamento nelle tendenze musicali, non da ultimo tra i vari sottogeneri del Metal. Staremo a vedere.
Voto: 7,5/10
Alessio Secondini Morelli















