Ci sono alcune bands in ambito Metal di cui è ormai alimentata la leggenda per possedere un sound completamente personale. E una di queste sono i Therion. Nati in Svezia come semplice quitetto Death Metal, con il passare degli anni e dei dischi sono diventati quello che noi tutti vediamo oggi. Potremmo formalmente dire: una band di Metal (più o meno) Sinfonico con cori classici e cantato solista Tenore/Soprano. Ma peccheremmo nel riconoscere al progetto del grandissimo Christofer Johnsson una grande personalità artistica derivante dagli interessantissimi soggetti che caratterizzano le Opere finora realizzate in foggia di album. Di cui questo “Leviathan” è ben il diciassettesimo. I nostri, dopo aver messo in musica nientemeno che i Fiori Del Male di Baudelaire, dopo aver descritto gli ancestrali quanto esoterici misteri stellari, archeologici ed antropologici in dischi come “Sitra Ahra”, “Gothic Kabbalah”, “Lemuria” e “Sirius B”, sono andati a pescare nell’antica terra dei Sumeri (e da alcuni passaggi biblici ispirati dagli stessi Sumeri) la leggenda del Leviatano, dedicandogli il titolo di quello che non è propriamente un concept-album. Difatti, i concetti esoterici e le suggestioni antropologico/esoteriche che ispirano le composizioni sono molteplici. Passando per brani dai titoli indicativi come “Aži Dahāka”, “Eye Of Algol”, “Ten Courts Of Diyu”… e così via. E’ impressionante ed allo stesso tempo affascinante quanto una band come i grandi Therion riescano a comunicare con la loro espressività musicale, spesso con la forte enfasi “operistica” che li contraddistingue, i misteri esoterici/archeologici/antropologici di cui sopra. Molto probabilmente, potrebbero considerarsi a pieno titolo la band di Metal estremo preferita da Martin Mystere. Nello specifico quest’album, molto ben realizzato come di consueto, pare spingere più che in passato verso una certa “orecchiabilità”. Questo è vero. Ma vi assicuro che non si tratta affatto di quello che molti chiamano “sputtanamento commerciale”. Anzi! Seppur mirati verso un’espressività più diretta e priva di fronzoli, la tipica enfasi lirica che contraddistingue questa grande… Avantgarde Metal band (non ho timore ormai di utilizzare la definizione con cui furono etichettati in passato i Celtic Frost, per varie ragioni) è conservata tutta. Ci mancherebbe. Non si chiamerebbero Therion se mai mancasse la loro solida impronta artistica. Ragion per cui… un bel voto sopra la media per l’impegno se lo meritano tutto. E ricordiamoci di mostrare rispetto visto che oltretutto… ridendo e scherzando, 17 albums in 30 anni di onorata carriera discografica sono veramente tanti. Onore al merito, cari Therion.
Voto: 9/10
Alessio Secondini Morelli















