Dagli autori (Davide Maspero e Max Ribaric) di “Come lupi tra le pecore – Storia e ideologia del black metal nazionalsocialista” (Tsunami Edizioni, 2013), un nuovo saggio d’indagine tra musica ed estremismo politico, questa volta dedicato alla scena NSHC (National Socialist Hardcore): “Hatecore Connection – L’anima nera dell’Hardcore” (Passaggio al Bosco, 2020), giunto in poco più di un mese alla seconda tiratura.
“NSHC”, “Hatecore”, “Nazi Punk”, “Squadrismo Hardcore”: dietro a queste parole c’è un intero mondo fatto di musica e politica, declinato in tutto e per tutto verso l’estremo. Quando e come nasce il fenomeno? Quali sono le sue coordinate – stilistiche e ideologiche – e quali le sue ramificazioni? Quali gli elementi di forza e, d’altra parte, le sue immancabili contraddizioni?
Hatecore Connection esplora e riporta alla luce una realtà che nasce negli Stati Uniti dell’era reaganiana per poi diffondersi pressoché in ogni parte del globo, fino ai giorni nostri. Attraverso le parole dei protagonisti di questa scena si tracciano i profili di band, organizzazioni, etichette mettendo ordine in un calderone di attitudini e tendenze che si snodano lungo un impalpabile filo rosso che lega il Nuovo al Vecchio Continente: Nord America, Germania, Italia, Francia, Scandinavia, Russia…
Una carrellata di storie che raccontano la militanza in musica di giovani accomunati da un’animosità politica tra il dissidente e l’irregolare, figli di una modernità troppo spesso inconciliabile con la loro intransigente visione del mondo.
Trailer: https://www.youtube.com/watch?v=KuH1V-BoqWw
Unboxing: https://www.youtube.com/watch?v=LlK-ceMQosU
















