Alla fine dello scorso anno gli Inhuman hanno rilasciato tramite Alma mater records, si avete inteso è la label di Rebeiro il cantante dei Moonspell, il loro nuovo lavoro dal titolo “Contra”. Come se non bastasse hanno chiesto una mano a Mr. Daniel Cardoso (Anathema, Angelus Apatrida, Ava Inferi), per quello che riguarda la produzione e post produzione.
A livello di uscite, però, gli Inhumans non sono particolarmente prolifici. Dalla loro nascita nel dicembre del 1992 ad oggi hanno nella loro discografia un demo del 95, quindi due album “Strange desire” del 1996 e “Foreshadow” del 1998 poi due demo “Escape from freedom” del 2000 e “The beast is rising” del 2009. Poi più nulla fino allo scorso sei novembre.
Combinata di vecchie sonorità sia gothic che doom con un appeal delle risoluzioni sonore moderne. La batteria è ottimamente suonata e registrata; le chitarre sono molto interessanti, ma potevano avere un quid in più se avessero scelto delle diverse chain di effetti. Il basso è percepibile in modo inequivocabile durante tutte le canzoni e da un apporto aggiuntivo alle composizioni. I synth in più punti sono leggermente invasivi e con un livello di volumi più alto di quello delle chitarre.
La voce è ottimamente gestita e carica al meglio la rabbia della band, anche nelle parti in pulito, che non sono molte, va ammesso.
Le influenze dei Moonspell, dei primissimi Anathema e dei Paradise lost di qualche anno fa sono pesantemente percepibili; ma la band ci prova a dare il proprio apporto e la propria impronta. Non sempre il risultato è assolutamente scevro da rimandi e di conseguenza alcune situazioni da “mi pare di aver già sentito cose simili” è dietro l’angolo.
“N.F.D.A.”,”An imperfect god”, “Na morte, um augurio”, “Chaotic nothing e “Sacrodrama” che per altro chiude l’album ed è uno dei momenti in cui lo cantanto è in pulito; sono i brani che mi sono piaciuti più degli altri; vuoi per attitudine e vuoi per feeling che trasmettono. Fate vostro questo lavoro e definite la vostra setlist di tracce preferite.
Concludendo: un lavoro interessante, ma non sopra le righe, un lavoro onesto, un album che ha la sua anima e la dimensione, ma sarà certo ottimale per chi apprezza il materiale di qualche anno fa in ambiente gothic metal. Forse sarebbe servito un pizzico in più di “autonomia” e di visione più moderna, o più old school, delle composizioni ma questo troppo marcato e spigoloso “un piede qu ed uno la” non ha giovato fino in fondo alla band. Speriamo di poterli apprezzare di nuovo e con un lavoro più fresco tra poco e non tra otto o nove anni.
Voto: 7/10
Alessandro Schümperlin















