I Brother Firetribe sono al quinto album ed ha il nome “Feel the burn”; risultano essere, nell’ambito finnico del melodic rock, “ben quotati” ed hanno quattro quinti della vecchia formazione attivi in questo album; considerato che il vecchio chitarrista è stato sostituito e il nuovo album è stato terminato proprio all’alba del nuovo inserimento nella band del chitarrista sostitutivo.
Come spesso si dice non si giudica il libro dalla copertina, così ho fatto e non ho giudicato l’album dalla copertina. Ma ammetto che il risultato, sta volta, non è così lontano dalle supposizioni che si potrebbero fare guardando la copertina. Principalmente perché avrei pensato prima a del pop o del rap di facile vendibilità ed invece è un album di melodic rock/ pop rock, comunque di facile digeribilità.
Composizioni di immediata assimilazione, anche grazie a testi fatti ad hoc; arrangiamenti “radio oriented” ovvero particolarmente facili da far propri questi i pilastri su cui si piazza questo lavoro.
Gli strumenti sono ottimamente calibrati in modo da non essere invasivi sulla voce, che è praticamente la centralità dell’intento della band: “spingere tutto sulla voce principale”.
Batterie minimali, ma con groove attuale e vagamente danzereccio. Un basso spesso funkeggiante ed una combinata tra synth e chitarre ben amalgamati ed ovviamente la voce principale che troneggia sulla strumentazione. Una voce calda, sorniona e un pochino ruffiana.
Il passo di definire melodic-rock, o forse meglio pop rock, non è così difficile o impossibile, anche analizzando velocemente i testi, come segnato poco sopra, che hanno le rime baciate parecchio calcate, in modo che entri velocemente in testa.
Sinceramente mi sarebbe piaciuto un lavoro meno “usa e getta”, perché dopo pochi ascolti il risultato non cambia:”melodie immediate, ritornelli-tormentoni che rimangono impressi, arrangiamenti troppo sornioni” il che di base non è male, ma si rischia di scivolare troppo facilmente proprio nel meccanismo dell’usa e getta e non è sempre un “bel mestiere” per le band; specie poi, se come loro, siamo al quinto lavoro.
“Rock in the city”, “Bring on the rain” da cui hanno fatto un lirycs video particolare, una traccia vagamente impegnata con “Night drive” e se vogliamo anche “Arianne” e “Love is beautiful lie” sono tracce che possono darvi il senso delle mie parole.
Concludendo: “Feel the burn” è un album che nel complesso si fa ascoltare, se vi serve un album leggero e senza troppe pretese questo potrebbe essere ottimale per voi. Se volete qualcosa che non sia proprio pop e nemmeno proprio rock questo album potrebbe esservi d’aiuto.
Voto: 6/10
Alessandro Schümperlin















