Esce per la prestigiosa Kscope Records il nuovo, bellissimo album di Gleb Kolyadin, pianista, tastierista e compositore russo dal talento unico e stupefacente.
Ho avuto modo di recensire il suo album del 2023, Outland, un disco di rara raffinatezza e poesia, in cui Gleb diede prova del suo straordinario talento al pianoforte.
Nel 2025 arriva con un nuovo lavoro intitolato Mobula, un album interamente realizzato nel Regno Unito (Paese in cui attualmente risiede, grazie a un Global Talent Visa). Il disco è stato registrato utilizzando un pianoforte Broadwood di 100 anni, che, unito alle moderne tecniche di registrazione, dà vita a un suono cristallino, puro, perfetto. Un mix di genuinità acustica ed effetti sonori. La produzione, impeccabile, è firmata dagli ingegneri del suono Marcel van Limbeek (Tori Amos) e Gianluca Capacchione (Max Meser).
I 14 brani dell’album sono un susseguirsi di atmosfere prog e fusion, storie sonore che si rincorrono, scavando nella mente e nell’anima.
Gleb utilizza arrangiamenti finissimi per mutare costantemente gli ambienti sonori, non solo da un brano all’altro, ma anche all’interno dello stesso pezzo.
A tratti l’album ricorda un’opera in stile colonna sonora. E credo che, in fondo, lo sia: una colonna sonora delle sue esperienze. Lo immagino sedersi al pianoforte, dopo un episodio vissuto — o anche solo immaginato — e comporre seguendo il flusso della sua ispirazione.
Un vero e autentico artista, con una vita dedicata alla musica (allievo del grande Vladimir Polyakov) e oggi erede, tra i pochi, della grande scuola classica russa.
Gleb è ormai annoverato tra i grandi dello strumento, capace di spaziare con naturalezza tra prog, fusion, jazz e ambient.
Segnalo, tra i brani più significativi: il singolo “Glimmer”, l’evocativa “Transient”, la moderna “Fractured”, la malinconica “Nebular” e la splendida “Starfall”, vera gemma del disco.
Gleb è ormai una sicurezza. La recensione, in questi casi, non fa altro che raccontare e accompagnare l’ascolto di un disco che, essendo scritto da un artista vero, risplende di luce propria.
Voto: 8,5/10
John Sanchez
















