Se non avessi letto che sono cileni avrei detto che questa band direi che sarebbero scandinavi. Band che ho scoperto in modo più che positivo. Doom molto particolare, sonorità fluide e con un sapore molto vicino ai Katatonia ed i My dying bride; ma resta pesantemente limitativa la definizione di vicinanza con le due band di cui sopra.
Ma Partiamo dal principio: Band cilena con al proprio interno membri di altre band della scena doom. Nel 2020 hanno fatto uscire il loro primo singolo ed ora siamo di fronte al loro lavoro che è molto interessante.
Parto dalla parte squisitamente tecnica: le produzioni sono scandinavo-est europee. Ovvero in Repubblica Ceca per le registrazioni ed il master arriva dalla Svezia. Ed ecco svelato il motivo per cui abbiamo un lavoro che sa di europa centro nord.
Resta inteso che gli otto capitoli che compongono questo lavoro sono di altissima qualità e senza questa non basta il lavoro di mix e master a giustificarne la qualità.
Segnale che la band ha grandi potenzialità ed enormi capacità compositive.
Il quartetto si districa in modo ottimale tra tappeti di synth con ritmiche languide e un vocalizzo melanconico e struggente. La combinazione di basso e chitarra è interessante e porta la firma della stessa persona.
Le capacità emotive della band vanno veramente oltre i singoli “limiti” di genere. Segno che come sempre la qualità musicale va oltre le categorie e oltre le banali etichette.
Spartitit molto intensi, sofferti e melanconici. Allo stesso tempo troviamo impatti sonori di grande forza e di forte impatto. Passiamo da midtempi rallentati a momenti di doppia cassa particolarmente veloce e mitragliante. Dei tappeti armonici dovuti da synth e pianoforti che si innestano benissimo con delle chitarre maestose ed un basso estremamente compatto ed avvolgente.
Nuovamente a livello emozionale mi è difficile trovare le migliori tracce, ma provo a fare uno sforzo e vi segnalo che: “Herradura(by the sea)”, la opener “Thin shades”, “Invern” la titletrack che conclude pure l’album” In finitude” e “Mirages” sono le mie preferite. Anche le tre che non ho nominato hanno un loro perché ed una loro speciale dinamica all’interno dell’album.
Questo è un altro caso in cui vi consiglio vivamente di far vostro l’album, perché ne vale la pena oltre ogni ragionevole dubbio. Siamo di fronte ad un lavoro veramente completo, intenso ed interessante che si affaccia in un momento storico in cui la sovrabbondanza di prodotti musicali, non sempre dei migliori, sta intasando il mercato e sempre più difficile primeggiare. Vi posso assicurare che questo lavoro è uno di quelli.
Concludendo questa mia recensione: album assolutamente da avere se vi piacciono sonorità liquide, malinconiche e rallentate. Allo stesso tempo se volete musica di qualità e se siete interessati alla musica fatta bene senza mezzi termini. Siamo di fronte ad una perla molto interessante e di valore. Ve li consiglio vivamente.
VOTO: 8.5/10
Alessandro Schümperlin















