Con Fossilized, gli ÜLTRA RAPTÖR firmano un secondo album che non solo conferma, ma potenzia la loro cifra stilistica: uno speed metal velocissimo, intriso di immaginario preistorico, sonorità retrò e un’irresistibile dose di ironia nerd.
Fin dalla title-track, il gruppo canadese dimostra di aver fatto un deciso salto in avanti rispetto al debutto: la produzione è cristallina ma energica, i brani corrono su binari incandescenti senza perdere coerenza e varietà. Ogni riff sembra emergere da una frattura geologica del tempo, ogni ritornello è una zanna melodica pronta a mordere.
Tra i momenti più brillanti spicca X-Celerator, autentico assalto tecnico e melodico, mentre Face the Challenge incarna al meglio la componente epico-drammatica della band. Pterö-Ranger è un perfetto esempio di come ÜLTRA RAPTÖR sappiano fondere umorismo e potenza, mentre Down the Drain mostra un lato più cupo ma sempre incisivo.
C’è spazio anche per momenti più riflessivi come Bitter Leaf, e per parentesi cinematiche come Le voyageur d’Oort, che ampliano l’universo immaginifico della band.
La forza di Fossilized sta nella capacità di alternare velocità e atmosfera, furia e racconto. Il tutto avvolto in una grafica che sembra uscita da un coin-op degli anni ’80, tra creature fossili e scenari da fine del mondo.
Tematicamente, l’album gioca su più livelli: parla di estinzione e identità, di sfide cosmiche e derive personali, ma lo fa sempre con un piglio brillante e uno spirito autoironico che lo rende immediatamente riconoscibile.
In un panorama metal spesso ingessato, ÜLTRA RAPTÖR brillano per freschezza, creatività e coerenza. Fossilized è un’esplosione di energia, un tributo alle radici dell’heavy metal, ma con lo sguardo rivolto a una preistoria fantastica e a un futuro dove le chitarre continuano a ruggire.
Voto: 8.5/10
Daniele Blandino















