Quando uniscono le loro forze il mitico singer dei Danger Danger Ted Poley ed il chitarrista non meno mitico dei Trixter Steve Brown, coadiuvati dal bassista Greg Smith (Ted Nugent, Rainbow, Alice Cooper) e dal batterista Chuck Burgi (Rainbow, Blue Oyster Cult, Bon Jovi), e quando l’unione dei nostri quattro eroi pluridecorati è resa possibile discograficamente dalla mitica Frontiers Records… il risultato non può essere inferiore a “Lions”, l’esordio discografico dei Tokyo Motor Fist. Pare impossibile, eppure la Class Metal-label partenopea continua nella sua produzione di grandissimi albums di qualità superiore e di produzione super-cromata. L’album in questione è riservato agli amanti delle sonorità, appunto, dei blasonati gruppi-madre (Danger Danger e Trixter, obviously). Ma ancora nel 2020, data la qualità pazzamente al top della proposta discografica in questione, l’impressione è che certe sonorità resteranno dure a morire. E si susseguono a ritmo forsennato anthems super-classeggianti come “Monster In Me” e “Dream Your Heart Out” con ballads iper-melodiche come “Look Into Me”. Il carattere particolarmente melodico/poppeggiante dell’album in questione è indubbio, ma l’equilibrio con la matrice Hard delle chitarre, l’energia, il songwriting e la perizia tecnica di tutti i musicisti lo sono altrettanto. E l’ascolto, anche ripetuto, si rivela davvero un piacere dall’inizio alla fine. Qui non si parla di bruscolini, qui abbiamo gente che ha fatto la storia del Melodic Metal fin dagli anni ’80, e che ancora dimostra di avere le contropalle fumanti per sfornare albums capaci di rinnovare le quotazioni del Rock-FM anche durante l’anno in corso. Poche storie, la coppia Poley/Brown si dimostra vincente su tutti i fronti dopo oltre 30 anni di attività. E “Lions” si candida nella palma d’oro dei Class Metal albums per il 2020.
Voto: 9,5/10
Alessio Secondini Morelli















