The Ugly Side of Me è il terzo album in studio dei Tetrarch, band americana di Atlanta, in uscita il 9 maggio 2025 tramite Napalm Records. Con questo lavoro, il gruppo consolida definitivamente il suo ruolo di spicco nel panorama nu metal moderno, offrendo un mix potente di aggressività sonora, melodie accattivanti e introspezione emotiva.
Composto da 10 tracce, l’album è stato prodotto da Dave Otero in collaborazione con Diamond Rowe e Josh Fore. La produzione è nitida e potente, esaltando la fusione di riff incisivi, ritmi serrati e atmosfere elettroniche. Il sound abbraccia il nu metal più tradizionale, arricchito da influenze industrial e hard rock anni ’90, mantenendo un equilibrio tra brutalità ed emozione.
Anything Like Myself apre l’album con energia, introducendo il tema della lotta interiore. Never Again (Parasite), secondo singolo, segna il debutto vocale della chitarrista Diamond Rowe e affronta il tradimento e l’isolamento con groove cupi e intensi. Live Not Fantasize, primo singolo estratto, propone riff veloci e influenze industrial, mostrando il lato più elettronico della band. Erasa bilancia aggressività e melodia in modo impeccabile. The Only Thing I’ve Got esplora la vulnerabilità con arrangiamenti dinamici. Best of Luck offre linee di basso ritmiche e un’energia contagiosa. Crawl si distingue per la sua atmosfera oscura e pesante. Cold, uno dei brani più melodici, parla di insicurezza e relazioni tossiche, arricchito da un assolo articolato di Diamond Rowe. Headspace sperimenta con elementi elettronici creando un sound ipnotico. La title track The Ugly Side of Me chiude l’album con un’intensa riflessione sull’accettazione di sé.
La voce di Josh Fore si muove agilmente tra urla graffianti e melodie accattivanti, mentre Diamond Rowe si conferma una presenza carismatica, sia come chitarrista che come cantante. Ryan Lerner (basso) e Ruben Limas (batteria) costruiscono una sezione ritmica solida e dinamica, conferendo profondità e potenza all’intera opera.
L’album esplora temi come l’insicurezza, l’autoanalisi, il tradimento e il desiderio di riscatto. Ogni canzone invita l’ascoltatore a confrontarsi con il proprio “lato oscuro”, trasformandolo in una forza di crescita e consapevolezza personale.
Con questo album, i Tetrarch non solo confermano la loro crescita artistica, ma riescono anche a proporre un’opera intensa, matura e profondamente autentica, destinata a lasciare il segno nel panorama del nu metal contemporaneo.
Voto: 8.5/10
Daniele Blandino















