Ciao Andrea e benvenuto su Giornalemetal.it !
Veniamo alla nascita di questa tua nuova band ed al motivo che ti ha portato ad uscire dagli “Ancient Knights “
Ciao Stefano, grazie per questo spazio su Giornalemetal.it! Questa nuova band nasce dalla mia esigenza di poter gestire in maniera più autonoma le canzoni che scrivo. Ovvero avere più spazio decisionale su arrangiamenti e sound, oltre che a poter suonare il mio strumento (le tastiere). Ma soprattutto la volontà di fare qualcosa di più power rispetto a quello già proposto con Ancient Knights. La decisione è stata presa quando ancora militavo negli AK e inizialmente mi sembrava di poter gestire entrambi i progetti, fino a che non mi sono reso conto che l’impegno con i Tales and Legends stava diventando molto più grande di quello che mi aspettavo e così ho deciso, insieme al mio ex collega, di dedicarmi totalmente al nuovo progetto mentre lui avrebbe continuato col progetto iniziale AK. E’ stato uno split voluto da entrambi e avvenuto in un clima del tutto sereno, tant’è che ancora sussiste un rapporto di amicizia con Marcel.
Hai mai pensato di richiamare ospiti del calibro di Goran Edman , Roberto Tiranti , ecc… ? oppure l’idea era da subito incentrata su un solo cantante ?
L’idea di un gruppo di cantanti differenti era legata al progetto Ancient Knights che nasce come una Metal Opera, mentre i Tales and Legends mi piacerebbe definirli una band. In questo senso ho pensato da subito a un solo cantante.
Come hai contattato e come e’ ricaduta la scelta su Selleby ? mai pensato a Goran Edman come unico cantante ?
Per il tipo di concept e musica che avevo in mente ho pensato da subito a una voce sporca. I miei canoni di riferimento erano Jorn Lande e Oliver Hartmann. Quindi la mente è andata subito a cantanti come Patrik Selleby, Mats Leven o Apollo Papathanasio ma devo dire che Patrik è stato da subito la prima scelta. I contatti sono stati via social. Dopo aver parlato qualche giorno del progetto e averlo quantomeno incuriosito, Patrik ha chiesto di poter ascoltare alcuni brani per poter prendere una decisione e fortunatamente dopo aver ascoltato il materiale ha accettato di buon grado di unirsi a noi.
La seconda voce presente su “The Seven gates” di chi e’ ?
E’ un mio caro amico che abita a pochi kilometri da Cagliari. Si chiama Bruno Corpino. Lo avevo conosciuto diversi anni fa (nel 2010 circa) e mi aveva piacevolmente sorpreso. Avevo sentito delle demo dove cantava pezzi di Helloween e Dream Theater con totale disinvoltura, dimostrando una grandissima capacità estensiva. Molto pulito sia sulle note basse che su quelle alte. Non ho esitato un secondo a chiamarlo sapendo che la sua voce insieme a quella di Patrik si sarebbero sposate bene.
Avete in programma qualche data “live” ( pandemia permettendo ) oppure al momento “Tales..” resta uno studio-project ?
E’ sicuramente iniziato come uno studio project ma nel tempo, si sa, le cose evolvono e abbiamo iniziato a parlare anche tra noi (membri della band) di una eventuale vita live della band. Al momento, con la scena da vivo che, è vero, si sta pian piano riprendendo ma ancora con qualche problematica legata alla pendemia, preferiremo goderci per qualche mese l’uscita del disco “Struggle of the Gods”, capire a quali obiettivi poter mirare e solo allora decidere se investire denaro e risorse per poter da subito affrontare delle date live o se sia il caso di puntare almeno a un secondo album prima di poterlo fare.
Ti faccio questa domanda in quanto fare venire dalla Svezia un cantante, chiunque esso sia, ha dei costi…
Premettendo, come ho anticipato, che quando abbiamo iniziato non si parlava di live ma solo di studio album, posso dire che probabilmente è vero, avrebbe dei costi ma facendo delle scelte mirate e con un po’ di organizzazione non sarebbero delle montagne invalicabili. Secondo me non sarebbe così difficoltoso. E’ anche vero che da subito ho chiarito con Patrik che non avrei avuto la pretesa di togliere tempo alle sue band principali che sono Bloodbound e Shadowquest. Per cui, nel caso ci si dovrebbe organizzare, con i tempi, gli spazi e gli impegni di tutti ma in un prossimo futuro si vedrà.
Tornando a Selleby, vi siete mai incontrati oppure tutto e’ avvenuto “a distanza” con lui che ha registrato le parti vocali in Svezia ?
Non ci siamo ancora incontrati, vuoi per la pandemia prima e i troppi impegni poi, ma sarà una cosa che appena possibile succederà. Quindi, come puoi immaginare, le registrazioni e tutto il resto sono state gestite a distanza.
Ottimo lavoro sul disco ,di Mattia Stancioiu : avete registrato tutto da lui agli Elnor ? oppure si e’ solo occupato del mix. e master ?
Mattia è un Re Mida, riesce davvero a trasformare tutto in oro (eheheh). Lui si è occupato di Mix e Master, mentre per le registrazioni non è stato possibile recarci agli Elnor Studios, avendo fatto tutto o quasi in piena pandemia. Noi abbiamo registrato nei nostri studi (Sardinia Proud Action) a Cagliari, Michele Sanna, invece, nel suo studio personale, non tanto distante dal nostro, e Patrik nel suo studio in Svezia.
Le composizioni dell’ album , sono tutta opera tua ? come e’ nato il songwriting ? era qualcosa che inizialmente doveva essere per gli “Ancient Knights “ , oppure l’hai composto una volta chiuso questo capitolo della tua vita ?
Per la maggior parte, sono vecchie idee che prendono vita solo oggi, alcune a distanza anche di 15 o 20 anni, mentre altre sono nate dopo. Per i più curiosi, le canzoni più datate sono “The Fighters” e “Land of Thunder”. Le più recenti, “Epic Ride of Horus” e “United Against the Enemy”. Mentre le canzoni che inizialmente avevo scritto per gli Ancient Knights, ma che non trovarono spazio nel primo album, sono “Tales and Legends” e “The Seven Gates”.
Sei passato dalla Diamonds production alla Punishment18 : c’e’ un motivo particolare che ti ha indotto a cambiare etichetta ?
Nessun motivo in particolare se non che la Punishment18 è stata la label che più di tutte ha creduto in noi e che ci ha dato le garanzie di cui avevamo bisogno. Ci tengo a precisare che è rimasto un ottimo rapporto di amicizia con Daniele Pascali della Diamonds con cui ci sentiamo a tutt’oggi. Ovviamente ne approfitto per salutare Corrado e tutto lo staff di Punishment18. Una menzione particolare a Monica Atzei, che si occupa del ufficio stampa della label e che ha fatto e sta facendo un ottimo lavoro.
Michele Sanna , grande batterista e “famoso” per lavorare come drum-tech per band del calibro di LT’s Rhapsody e Primal Fear per citarne alcune ; essendo sardo come te , immagino che vi conoscevate gia’ ?
Michele è un grande batterista e io chiaramente lo conoscevo per i suoi lavori, alcuni dei quali già citati da te, ma eravamo talmente impegnati in tutt’altro, prima di collaborare, da non esserci mai visti in precedenza. Ora invece ci sentiamo spessissimo, per ovvie ragioni, e sono felicissimo del rapporto di amicizia che si è creato. Ne approfitto per salutare Natalia, la compagna di Michele, che si è occupata del photo shooting della band.
La Sardegna e’ terra nativa dei grandissimi Tazenda , band che adoro : cosa ne pensi di loro ?
Fanno parte della mia infanzia e della mia crescita musicale. E’ una grande band che ha innalzato la bandiera dei quattro mori un po’ ovunque. Artefici di alcune canzoni memorabili che adoro, una su tutte “Pitzinnos in sa gherra”. Ogni volta che la ascolto è un emozione unica.
Andrea Parodi ( R.i.p. ) aveva una grandissima voce che avrei visto bene a cantare anche del “power metal”
Ho avuto la fortuna di ascoltarlo dal vivo, in uno, purtroppo, dei suoi ultimi concerti e ancora avrebbe avuto tanto da dare e da dire. Con quella voce avrebbe potuto cantare qualsiasi cosa. Riposa in pace Andrea.
Altra band sarda che mi piaceva e di cui avevo un disco…erano i PMI “Parole musica istinto “ pubblicato nel 1995, l’hai mai sentito ?
Si li conosco. Ascoltai l’album quando uscì. All’epoca ero un quindicenne che ascoltava Helloween, Malmsteen e Stratovarius e ricordo che i PMI non avevano incontrato il mio gusto. Ma mi riprometto di ascoltarli nuovamente ora che ho una cultura musicale decisamente più ampia e ho raggiunto una maturità musicale. Sono sicuro che li rivaluterei, senza dubbio.
L’album sta ottenendo ottimi riscontri da tutta la stampa specializzata, credo che la cosa ti riempia d’orgoglio…
Sono davvero felicissimo di come il pubblico e la stampa di settore stia reagendo al nostro debut album. La cosa mi riempie di orgoglio e soddisfazione. Abbiamo anche avuto la possibilità di collaborare con la label giapponese Rubicon Music che ci ha dato l’opportunità di coronare il sogno di entrare nel mercato Giapponese, con un’edizione speciale arricchita di due bonus track (“Return to Fly” cantata in giapponese da Leo Figaro dei MinstreliX e “Winter Sky” la special track natalizia già edita) e un extra booklet. E sono felice che anche tra i fan del Sol Levante stiamo riscontrando tanto successo. Per cui che posso aggiungere, grazie a tutti i fan, le persone che ci seguono e quelle che hanno collaborato a questo primo album e ovviamente grazie ancora a te e gli amici di giornalemetal.it
Grazie a te Andrea e in bocca al lupo !
Stefano Gazzola















