I Thin lizzy cantavano “The boys are back in town” ed è proprio il caso di usare questo adagio per gli Strike Anywhere. La band di Richmond dopo quasi 11 anni si presenta con “Nightmares of the west”: venti minuti e qualche secondo di puro punk-hardcore.
Che dire di questo EP? Beh… rabbia e melodia nello stesso calderone. Ci si aggiunge una fortissima dose di testi al vetriolo dato che la situazione sociale e non solo, dal loro ultimo lavoro è andata pesantemente peggiorando e la band, da come e cosa canta, apparentemente non ha molte illusioni o speranze di un risvolto in positivo nel breve.
Musicalmente sono un mix di punk californiano e di hardcore quindi non vi è altro da dire. Chitarre distorte, voce pulita ma rabbiosa, cori ottimi nel loro sorreggere la voce; batteria e basso veloci con una capacità di voler pogare all’ascoltatore.
Post produzione minimale ma interessante, mix e master ottimi pur non esasperando le nuove tecnologie rende il tutto fluido e ottimo per orecchie nuove quanto quelle della vecchia guardia.
Mi soffermerei solo qualche secondo in più nelle loro liriche che cercano di dare risposte a nuove domande, a problemi, ahi noi, vecchi ovvero cosa fanno o non fanno i potenti ed i loro “burattini” e di fatto quello che sono le ripercussioni su tutti noi e sinceramente direi che loro ci credono in quello che dicono e fanno e non sono “rivoluzionari da pc”.
Quindi in queste sei loro tracce più un tributo ai Blocko, band londinese di fine anni 90, con la cover di “Opener” (dall’album “South London vs the world”) troviamo tutta la rabbia della band per quello che sta capitando ora.
Oltre alla cover, molto riuscita a mio avviso, vi segnalo “Documentary”, “Dress the wounds” e “Imperium of waste”.
A conclusione, dispiace dare un voto basso, questo dovuto solo per il risicato minutaggio e le poche tracce proposte; se ci fossero stati alcuni brani in più, e minuti in più, certamente il voto sarebbe stato molto più alto.
Sperando che gli Strike Anywhere non ci impieghino altri undici anni a proporre del nuovo materiale, ve li consiglio vivamente se volete del materiale politicamente impegnato, ruvido e diretto come poche altre band harcore punk sarebbero in grado di fare.
Voto: 6.5/10
Alessandro Schümperlin















