Gloria al Metallo! Questo pare urlare ogni singolo solco di questo terzo album dei tedeschi Stallion. Qui si glorifica alla grande il nostro genere musicale preferito (che, ricordiamolo, pochi giorni fa ha appena acceso le 50 candeline sulla torta assieme alla release del primo Metal Album universalmente riconosciuto, e non vi dico neppure qual’é perché dovreste saperlo tutti!) Gli Stallion, insomma, paiono davvero sfoggiare sfacciatamente l’attitudine di Guerrieri del Sacro Metallo, con un disco che pare poggiare sulla Forgia di Reorx (ed ogni riferimento alla saga di Dragonlance è puramente voluta). Produzione ottima, tecnica perfetta, stilemi di un Classico che più Classico non si può, voce acuta e grintosa con gli acuti halfordiani di rigore, coppie di chitarre duellanti (anzi, asce!), songwriting funzionante, accelerazioni Thrash repentine fin dall’iniziale, emblematica “Waking The Demons”… ma cosa volete di più? Un disco come “Slaves Of Time” rischia forse di diventare uno dei capisaldi del Metal Classico di questo primo scorcio di 2020. Tanta è la convinzione, la verve epicheggiante e la passione che i nostri cari neo-amici tedeschi profondono nella loro musica. E quando si spinge il pedale sull’acceleratore come in “All In” e ci ritroviamo in piena rievocazione dell’ormai mitico stilema dello Speed Metal, la celebrazione raggiunge il suo culmine. Sarò sorpassato come gusti (ma quando mai… sorpassati sarete voi, e beccateve questo!) ma la bella miscela di Heavy&Speed degli Stallion è consigliata a tutti coloro che hanno bisogno di farsi dire, anzi urlare, ancora una volta, in COSA consiste sostanzialmente il Sacro Spirito del Metallo. In sella agli Stalloni d’Acciaio allora. Si parte per la battaglia, o Prodi Defenders!
Voto: 9/10
Alessio Secondini Morelli















