I rossocrociati Soulline sono tornati sul mercato lo scorso marzo con questo lavoro che si intitola “Screaming eyes” dopo quattro anni di silenzio. Curioso il fatto che la band ha “assoldato” Edo Sala, noto batterista per aver militato nei Folkstone che è in Bardo magno e molti altri progetti, per i primi nove brani e per le due bonus track la band segnala che alle pelli c’è Mattia Vescovi.
Cosa propongono gli elvetici? Mi chiederete e la risposta è: un death metal con diverse influenze, principalmente melodiche, che non sempre portano un risultato ottimale. Purtroppo le parti melodiche, principalmente per la voce, non sempre convincono e rendono onore alle parti più violente e rabbiose.
Se le melodie date dai synth risultano interessanti e se vogliamo arricchiscono il death proposto; lo stesso non si può dire delle melodie vocali nelle parti in pulito. Purtroppo a mio avviso il cantante molto bravo sia in growl che in mezzo scream, con una carica di rabbia sparata in faccia all’ascoltatore, risulta in opposto troppo “timido” e quasi impaurito da se stesso nelle parti in “pulito”; peccato perché ci sarebbero state delle sfumature ottime se si fosse fatto un piccolo passo in più.
Per quello che riguarda le chitarre ottimo lavoro di riffing, di arrangiamenti e di esecuzione; batteria assolutamente impeccabile, sia per le nove tracce di Sale che di Vescovi. Il basso percepibile, ma sempre un pochino in secondo piano.
Curiosa inoltre la scelta di mettere una cover verso la metà dell’album, in posizione sei di undici, cosa non così comune. Inoltre la scelta di riarrangiare un brano dei Paradise lost è notevole; non tanto perché non sia così consueto, ma che non sia consueta la scelta del brano.
post produzione e scelte da mixer ottime, segnale che la scelta della band è di dare un lavoro ottimo sotto ogni aspetto tecnico. Consiglierei magari un occhio in più per il prossimo futuro per gli scorci di cantato melodico, magari anche con delle seconde e terze voce a riempire e ad aggiungere armoniche che in questo caso sono mancate.
Per me restano interessanti la cover “Say just words”, “Your death (is my life)” che è opener, “Truth will out” che è una delle bonus track, “The child i was” che per altro a livello di struttura musicale mi ricorda i finnici Sentenced dell’ultimo periodo, “Salvation inside” e la titletrack “Screaming eyes”.
In definitiva un disco che ha con se luci e ombre; album che avrebbe potuto dare di più, in senso di riscontro di pubblico, al combo svizzero; ma che sicuramente dimostra che le idee ci sono come le capacità, va solo affinata la parte di pulito, ed in definitiva ci siamo.
Voto: 7/10
Alessandro Schümperlin















