A quanto pare è un buon momento per i gruppi Heavy Metal dell’Est Europeo. Gli sloveni Skyeye sono al secondo album, e che album! I nostri sono dichiaratamente discendenti a livello musicale da Iron Maiden Judas Priest e Saxon. Come dire, la Storia! Ma di certo non si accontentano di essere un gruppo di gregari “coverizzatori”, e ci sfornano un album che, nonostante tradisca chiaramente le influenze della band (ad esempio, un cantato che sa molto, davvero molto di Bruce Dickinson ed una certa propensione “progressiva” nelle canzoni più lunghe tipica degli Irons), si rivela davvero quanto di meglio si possa offrire in ambito Metal Classico oggi giorno nella loro zona di provenienza. La produzione, cirata dal “veterano” locale Grega Smola Crnkovič, è perfetta, e valorizza ottimamente la musica Heavy di classe che i nostri propinano all’ascoltatore. Anche a livello compositivo/concettuale ci sono diversi spunti di interesse, non foss’altro per il fatto di concludere l’album con una suite di quasi 15 minuti, “Chernobyl”, chiaramente ispirata al disastro ecologico di cui noi tutti abbiamo fin troppa memoria, ed arricchire gli arrangiamenti con degli spunti, come detto sopra, “prog/drammatici” che rendono le composizioni dei nostri ancora più adulte. Del resto: energia, potenza e perizia tecnica non mancano al nostri quintetto di metallari sloveni, che così si preparano a conquistare i metallari d’Occidente con un album davvero di qualità… seppur derivante parecchio dalla musica dei loro “eroi” musicali di cui sopra. Allora, attendiamo con pazienza che si affaccino in tour qui da noi. Una sana scudisciata metallica dall’Est Europeo farà sicuramente piacere ai fans del Metallo Pesante.
Voto: 8/10
Alessio Secondini Morelli















