Non è difficile capire e classificare la musica di questo combo brasiliano, arrivato al disco d’esordio. Basta leggere il titolo del secondo brano, ma, soprattutto, ascoltarlo, per non avere più dubbi. “Old School Metal” promette un salto nel passato e lo fa compiere grazie a un brano molto diretto e davvero coinvolgente, per chi ama questo genere, ovvero l’heavy metal classico.
I riferimenti sono quelli consueti, come Judas Priest, Iron Maiden, Dio e Saxon, come citano nella loro scarna biografia, ma mi piace sentirci influenze di gruppi meno mainstream ma molto importanti come Sword , Crimson Glory e Chastain.
Del resto i primi passi, come gruppo, lo hanno fatto da tribute band dei Dio e dei Black Sabbath era-Ronnie James e si chiamavano Heaven and Hell e il primo disco di inediti propri lo hanno fatto seguendo la scia del metal classico.
Questa opera prima di RF Force, che prendono il nome da bassista e chitarrista, evidentemente fondatori, ovvero Ricardo e Rodrigo Flausino, che sono coadiuvati dal buon cantante Marcelo Saracino, dall’altra chitarra di Daniel Iasbek e la batteria di Lucas Emidio, propone comunque un sound piuttosto diretto, aggressivo, con spunti anche speed metal, con qualche influenza piuttosto ricercata come il neoclassical-metal di David T. Chastain, chitarrista solista fra i più rilevanti degli anni 80.
Gli Rf Force macinano riff già dalla iniziale “Fallen Angel”, non certo melodico alla Dokken come loro vorrebbero fare credere. Dopo la song-manifesto “Old School Metal” che strappa applausi e tanto entusiasmo, arriva “Flying Dogs”, brano dai toni speed che è stata proposta anche con un video tutto da vedere.
“The Beast and the hunter” ricorda ancora qualche composizione dei Crimson Glory, gruppo che dovrebbero ascoltare i nuovi metallari odierni, tanto è coinvolgente, come la tellurica “Creeps of the world”, che mette in evidenza una ottima sezione ritmica. Si rallenta un po’ con “In the heart of mind”, mentre la melodia contraddistingue “Fighter” , brano molto gradevole.
Una chitarra sognante introduce “Will you remenber” che parte e sembra una ballata per diventare un mid tempo dal chiaro sapore ottantiano. “Beyond life and death” riporta a certe composizioni prog-dark dei Judas Priest anni settanta, con l’arricchimento di un grande assolo di chitarra. Dicevo di Chastain, il suo stile chitarristico molto personale di derivazione neoclassica ma dai toni epici ispira “Moab”, con un altro brano chitarristico, “Fight without a fist”, che è la bonus track che chiude questo buon esordio di un gruppo che, se svilupperà un po’ più personalmente la sua musica, potrà avere un gran seguito fra i tanti amanti dell’old school metal…..
Voto: 7,5/10
Massimiliano Paluzzi















