…e questi chi sono? REDSHARK? Dio mio, da che epoca provengono? Anni ’80 di sicuro. No no… ecco un altro manipolo di eroi che al giorno d’oggi si premura di riproporre integralmente in carne e nello Spirito il tradizionalissimo Heavy/Speed Metal “come mamma anni ’80 l’ha fatto”. Ovviamente, la chiave di lettura è quella di capire il contesto dell’epoca in cui nacque un sound del genere e godersi a pieno di conseguenza la musica della band in questione. E la realizzazione del primo album dei nostri eroi spagnoli è troppo ben fatta per non riuscirci. Dischi come “Digital Race” affascinano fin dall’artwork, cartooniano e retrò, e per il fanatico inter-generazionale del Puro Classico Metallo Pesante… non ve ne è per nessuno! Ma i nostri vogliono anche un po’ strafare, ed essendo spagnoli ficcano un intervento strumentale flamencato quasi alla fine del disco, oltre ad un piccolo intermezzo elettronico che sa ancora di più di anni ’80 (direi Science Fiction soundtrack). E beh pazienza se questi due strumentali apparentemente astrusi dal contesto sonoro di riferimento stonano un po’ (pur essendo piacevoli come stacchetti). L’importante è che lungo tutto “Digital Race” si respira dall’inizio alla fine un feeling di Sacro Spirito del Metallo dall’inizio alla fine. Ritmi speed, mid-tempo rocciosi, chitarre pregne della pura rabbia ottantiana, sufficiente convinzione, una performance vocale rovente e meravigliosamente stereotipata quanto convinta… siete avvisati! E’ proprio grazie a gruppi come i Redshark che una delle roccaforti attuali del Metallo Ottantiano di pura e cromta razza è la Tierra Caliente d’Espana. Prostratevi al Sacro Spirito, Defenders!
Voto: 7,5/10
Alessio Secondini Morelli















