Conobbi i milanesi Rebirth agli inizi della loro carriera, quando, in una delle prime puntate del The Night Of The Living Dead, feci ascoltare un pezzo del loro “Secrets”…
Eravamo tra la fine degli anni ’90 e l’inizio del nuovo millennio, ed uno dei generi più in voga da qualche anno era il cosidetto gothic/symphonic metal che ruotava attorno al dualismo voce growl maschile e voce eterea femminile.
Oggi, a distanza di 15 anni dalla loro ultima release, i nostri tornano , con una formazione rinnovata che scommette sull’esclusiva voce della nuova entrata Martina Russo, proveniente dalla lirica, soprano, seguita da pregevoli insegnanti, tutte le sue potenzialità concettuali e liriche.
Questo EP di quattro tracce più intro ci presenta una band che ha fame di tornare ad emozionare e di farsi conoscere senza troppe smancerie, ma proponendo una proposta che, seppur partendo da canoni ormai ben fissati, può darci e dirci ancora tanto.
Partendo dal primo singolo “Devotion” e dalla cover, che in un dualismo tra colori ed immagini, risalta proprio il concetto di rinascita, con una fenice che vuole scatenar tempesta col battito delle sue ali.
La farfalla è divenuta altro, meno fragile, più combattiva, segnata dalla vita e, proprio per questo, pronta a prendersi ciò che le spetta!
Non sto a ricopiarvi le note contenute nel comunicato stampa, poiché avrete ampiamente modo di ritrovarle nei tanti post sulle svariate webzine, ma vi invito ad avvicinarvi all’ascolto con la purezza e l’ingenua spontaneità della prima volta, senza preconcetti, perché potrete, sicuramente, trovare il modo di fuggire dal piattume del quotidiano per questi 20 minuti di pace, forse apparente, che “Storm” ci regala.
Voto: 7/10
Francesco Yggdrasill Fallico















