A sette anni dal precedente “Ziggurath” tornano i Plakkaggio con questo “Verso la vetta”.
Ammetto di aver conosciuto la band con questo lavoro e la combinazione di: punk, power, heavy ed hardcore è particolare e destabilizzante, ma in senso buono.
Album compresso, dura poco meno di mezz’ora, che si districa in dieci capitoli e la band capitolina riesce a stare in continuo equilibrio tra tutti i generi di cui sopra senza risultare un’accozzaglia di riff casuali e neppure le liriche sono banali o scontate. Altro fattore tutt’altro che scontato.
Le scelte da mixer devo ammettere che sono altrettanto valide e di livello.
Batteria in primo piano, ma non invasiva, con forse un pochino troppo di presenza del rullante. Le chitarre ben calibrate, forse in fase di riff portante leggermente basso, ma non in modo eccessivo. Il basso appena percepibile. La voce rabbiosa il giusto e gestita in modo interessante; troviamo le doppie voci che sono principalmente dei growl che supportano il roco ed il ruvido urlare del cantante.
A livello di post produzione e gestione del post registrato è molto interessante, a dimostrazione che il lavoro fatto bene lo si trova ovunque e lo si può ottenere in qualsiasi ambito e genere.
Il primo inghippo in questo lavoro è la distanza dal precedente, per il resto è un lavoro sanguigno e diretto senza mezze misure. Perché sette anni da un album all’altro, se non ci sono in mezzo tipo tre tour mondiali, non è giustificabile, ma per la band. Chiarisco: in questo periodo di pesante “musica usa e getta” far passare più di due anni tra un lavoro e l’altro porta inesorabilmente la band, qualunque essa sia, in uno stato di oblio; fatto salvo che, ripeto, siano in giro in tour a livello mondiale, in quel caso il pubblico, ed il mercato, giustifica l’assenza di materiale. Questo sia chiaro è un concetto replicabile su qualsiasi band non solo su i Plakkaggio.
“Oi! Siamo ancora qui”, che è per altro una rivisitazione di un brano famoso vi invito a scovare il brano originale; la opener e titletrack “Verso la vetta”; “Palaeoloxodon antiquus” elefante preistorico trovato in zona Colleferro, quindi da dove provengono i Plakkaggio, ma pure a Casal de’ pazzi e che viene nominato anche da Zerocalcare in una sua intervista, in un suo murales oltre che nei suoi fumetti ovviamente; “Giorni lontani” e “Valhalla” sono i brani che mi hanno lasciato un segno e che danno il senso di quello che ho scritto fino ad ora. Date un ascolto all’album e scegliete le vostre tracce preferite.
A conclusione direi che abbiamo un lavoro complessivamente molto buono; siamo immersi nell’irriverenza, nelle capacità e nella rabbia profusa a piene mani e nel lavoro qualitativamente elevato. Speriamo che il prossimo lavoro esca a breve e non tra sette anni.
Voto: 7.5/10
Alessandro Schümperlin















